“When the Time is Right” il primo album de Il Diluvio

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When the time is right. Piove a dirotto. Cadono dal cielo gocce cariche di delay, accordi scrocianti che battono su un fondo di ritmiche robuste e melodie incisive seppur soffuse. Sotto un cielo notturno e denso di energia stellare è il momento giusto per liberare nell’aria i dieci brani del disco di debutto de Il Diluvio, in arrivo il prossimo 13 maggio 2022. Un album che dà seguito sonoro e filologico al discorso cominciato con i due precedenti ep (Il Diluvio del 2017 e Frail Skies del 2018) e dimostra quanto la band sia maturata in un lustro.

Il Diluvio si presenta al lancio dell’LP d’esordio con lo spirito di chi ha affrontato sentieri tortuosi, strade sconnesse e complesse. L’atollo pacifico su cui ora sembrano approdati è, in verità, in pieno tumulto emotivo. I paesaggi sono turbati dalla malinconia e da una maggiore consapevolezza: ciò che un tempo funzionava in perfetta armonia deve fare i conti con meccanismi che ora sono cambiati. Abbracciare l’alterità non è più fonte di sollievo, quanto piuttosto un’occasione per constatare che gli incastri non combaciano più.

Fin dall’apertura, affidata al singolo Like the Waves, Il Diluvio trasporta in un luogo molto simile a quello rappresentato in copertina: a piedi penzolanti sul mare in burrasca, ma con la testa avvolta in spazi cosmici sconfinati.

Una nuova cognizione di sé, nella vita e nella musica. I pezzi sono dieci pianeti da esplorare, vellutato indiepop dolceamaro, tra eleganti strofe dream e ritornelli scossi da sferzate psichedeliche e cavalcate strumentali. Sempre in bilico tra tradizione e innovazione. La scrittura de Il Diluvio è sofisticata, percorsa da guizzi inattesi, che sanno stupire e accogliere familiarmente l’ascoltatore. Un’attitudine progressiva in grado di arricchire con naturalezza e personalità il catalogo de Il Diluvio.

“When the time is right” è sintesi e riconferma del nostro modo di fare musica: sempre fedele a se stesso, assolutamente naturale, privo di qualsiasi forzatura – spiega la band -. Tutto scorre spontaneo, asciutto, diretto, emozionante. È un disco visivo che disegna paesaggi lunari, galassie sconosciute, sonorità eteree e che esprime appieno quel che siamo diventati”.

CREDITS: Il disco è stato interamente registrato e mixato al Mag Brothers Studio di Brescia. Al banco di regia hanno lavorato Jury e Kevin Magliolo, mentre il master è firmato da Daniele Salodini del Woodpecker Mastering Studio

LINE-UP: Il Diluvio nasce a Brescia nel 2016 dall’incrocio delle esperienze e delle visioni sonore e poetiche di Omar Khrisat (chitarra acustica), Simone Bettinzoli (chitarra elettrica/voce), Alessandro Serioli, (tastiere/voce) e Piero Bassini (batteria).

BIO
La band si forma a inizio 2016. Le influenze musicali dei componenti sono trasversali ma trovano il punto di incontro in un mix tra pop, indie e progressive. Dopo Il Diluvio, EP omonimo pubblicato nel 2017, nel 2018 la band torna in pista con i cinque brani di Frail Skies, svolta dream pop, senza perdere però la vocazione alt-rock degli esordi. Le influenze vanno da band come Radiohead, Incubus, Interpol e Death Cab For Cutie, fino ai più recenti Local Natives e Real Estate, in un delicato equilibrio tra nostalgie tipicamente UK e sferzate alt rock made in USA. Ora è tutto pronto per un nuovo inizio.