Wasabe, intervista: “La musica mi accompagna da sempre”

116

Tra le voci più promettenti del panorama indipendente, Wasabe si racconta nella nostra intervista

Ciao, che significato ha il tuo nome d’arte e da dove nasce?
Wasabe è nato mentre ero con delle mie amiche. Ho deciso di tenerlo perché contiene il nomignolo con cui mi conoscono tutti, cioè sabi.Come ti sei appassionata alla musica?

Grazie ai miei cugini che mi hanno avvicinata alla chitarra. Successivamente ho deciso di iniziare a studiare questo strumento e mano a mano ho applicato quello che avevo imparato e ho preso confidenza con la mia voce.

Qual è il tuo brano che ti rappresenta di più e perché?

Farfalle è sicuramente il brano che mi rappresenta di più, perché racconta di un periodo abbastanza duro della mia vita, ossia la mia lotta contro l’anoressia nervosa. Tengo molto a questo brano perché penso a tutte quelle ragazze e a quei ragazzi che ora come ora sono malati come lo ero io due anni fa, e spero che ascoltandolo prendano forza e si ricordino di tutte quelle cose che la malattia gli sta negando.

Definisci il tuo genere musicale, che musica ascolti?

Definirei il mio genere indie pop, street pop. Ultimamente ascolto molte canzoni indie italiane. Da piccola ascoltavo dalle cassette in auto canzoni che andavano dai Matia Bazar ai Queen. Durante la mia adolescenza mi ero molto avvicinata al mondo del pop punk ascoltando band come i Sum41 e i Blink182. Sono poi passata al MidWest emo americano, al rap e poi al trap italiano.

Raccontaci di te in poche righe

Oltre ad essere Wasabe sono Sabina e sono una studentessa universitaria, studio Biologia Molecolare all’università di Padova. Sono fidanzata da tre mesi con Viola, la mia ragazza, che compare anche nella copertina di Spegnimi la testa. Come dicevo mi sono avvicinata alla musica fin da piccola. Inizialmente ho cominciato a comporre delle melodie su Guitar pro sul pc dei miei, scrivendo tutte le note a mano. Quando finalmente ho comprato il mio primo ipad ho iniziato a registrare le mie idee rendendole sempre più concrete. Scrivevo canzoni in inglese perchè lo ritenevo un modo per mascherare quello che esprimevo, cosa che facevo anche con le cover. Col tempo sentivo la necessità di far passare in modo più diretto le cose che volevo esprimere a chi mi ascoltava e ho deciso quindi di cominciare a scrivere i testi in italiano. Da quando sono Wasabe mi sono sentita su direct con molti cantanti che ascolto ancora oggi su spotify. Quando succede la ritengo sempre una cosa incredibile perchè hanno un sacco di ascolti, ma la verità è che sono ragazzi come me con la passione per la musica e la necessità di sfogarsi con la scrittura. È curioso che al liceo andassi malissimo in italiano. Il fatto che spesso mi vengono fatti complimenti sui miei testi mi gasa un sacco, sto trovando sempre di più un mio modo di scrivere a modo mio che piaccia anche ad altri.