“Ventuno” di Giuseppe Cucè, un viaggio alla scoperta dei meccanismi psicologici

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“Ventuno” il nuovo singolo di Giuseppe Cucè è un brano che si propone come un viaggio alla scoperta dei meccanismi psicologici che generano il “ricatto morale” e il senso di colpa. L’obiettivo è trovare strade che ci consentano di costruire nuove relazioni sane, non solo con chi ci coinvolge nel senso di colpa, ma anche con noi stessi, considerando il peso di ogni nostra azione legato al peso di ogni parte del nostro corpo.

La parola “colpa”, dal greco hamartia, significa mancare il bersaglio, ovvero fare ciò che non si voleva. L’espressione “Mi sento in colpa…” non è solo un modo di dire piuttosto comune, ma il senso di colpa è qualcosa di profondo, a volte un modo “di sentire” molto doloroso che spesso determina le nostre azioni, le nostre scelte e la nostra vita.

Dal punto di vista sonoro, è stato cercato un suono rotondo in cui lo spazio si rende armonico, unito da strumenti veri che danno respiro al testo.

Quando e in che modo hai fatto il tuo ingresso nel mondo della musica?

Grazie per l’invito.

Considerando il tempo come percorso e ciò che siamo il mezzo che ci conduce, è necessario avere delle tappe, delle soste durante questo viaggio, ed ogni sosta rappresenta la possibilità di conoscersi meglio e di capire i propri limiti e le proprie attitudini. Quindi senza prestabilire nulla succede che in una di queste tappe si concretizza il bisogno di fare musica ed esprimersi attraverso essa…

Chi sono i tuoi artisti preferiti e qual è il genere musicale che prediligi?

Amo tantissimo gli artisti introspettivi, mi piace ascoltare quella musica che ti fa riflettere e che ti fa porre delle domande, o che ti dà risposte e spunti differenti da quelle che avresti dato tu stesso.

Luigi Tenco e la sua grande sensibilità mi ha insegnato molto, e la sua scrittura è stata fondamentale per mia crescita come artista, ma anche Franco Battiato mi ha regalato il suo mondo e la sua spiritualità a volte contrapposta all’essere fisico e terreno.

Cosa ti ispira maggiormente durante il processo di composizione?

Le persone, la loro peculiarità, i miei sentimenti e l’approccio con cui li affronto, l’animo umano in genere.

Raccontaci la genesi del tuo nuovo singolo “Ventuno”?

Già dai precedenti lavori ho iniziato ad esplorare l’animo umano, un’analisi profonda dei meccanismi mentali di ognuno di noi, attraverso le mie esperienze e quelle di chi mi sta attorno cerco di comprenderne le peculiarità, i difetti ed i pregi, ciò che ci imprigiona dentro una gabbia e che non ci permette di spiccare il volo verso un futuro differente e chissà forse anche migliore.

Qual è il motivo alla base della scelta del titolo “Ventuno”?

In Ventuno racconto il passaggio dal momento in cui getti via le maschera, che per troppo tempo hai portato, al momento in cui ci si assume la responsabilità di chi siamo veramente, in Ventuno c’è la ricerca della propria anima ed il peso che essa comporta, (21 GRAMMI) il bisogno di allinearsi ad essa, ricongiungersi con essa, per scoprire che la finzione fino a quel momento vissuta, era solo un fumetto disegnato a nostra misura, sicuramente differente dalla realtà vera.

Mi sono ispirato al peso dell’anima “21grammi” essendo un brano che racconta la ricerca del proprio io interiore ed il peso delle proprie aspettative contro il peso delle proprie responsabilità.

Come descriveresti lo stile sonoro di questo brano?

Non c’è una vera e propria influenza musicale in “Ventuno” si può definire acustico cantautorale, pop cantautorale… è semplicemente frutto di un’evoluzione. che racchiude tutti i miei ascolti e gli artisti che ho sopra citato.

Il suono deve essere come il vestito più adatto che indossi in occasioni differenti, a volte se il suono è troppo preponderante puoi rischiare di soffocare le parole ed il significato stesso della canzone che hai scritto. Ed è per questo che sottrarre e lasciare lo spazio giusto, concede più respiro alle parole. Così scegliamo gli strumenti più adatti che l’accompagnano, come quando ti tieni per mano con qualcuno, e serenamente ti avvii verso il percorso che entrambi avete scelto.

Chi ha avuto l’idea per il video e chi si è occupato della sua produzione?

Il videoclip di Ventuno è stato diretto e girato dal regista Gianluca Scalia… non è stato necessario spiegargli la canzone, poiché lui solo ascoltandola ne ha colto l’essenza…

In questo video si concretizza una realtà finta e fittizia… un po’ come la vita che viviamo al giorno d’oggi… piena di infrastrutture e cliché… come in un fumetto disegnato a nostra misura, ad essa si contrappone invece la realtà vera, quella autentica, denudata dei propri vestiti ormai logori e finalmente libera di poter essere e volare.

Quali sono i prossimi passi che prevedi nel tuo percorso discografico?

Sicuramente la conclusione di questo percorso si realizzerà con la pubblicazione di un album accompagnato da un altro singolo… verso la primavera inoltrata.

Per poi andare live per presentarlo al pubblico nei club…

Grazie.