Tutti a Surfare in Maremmma con Unkle Kook

52

Vi piace il mare, il sole, la sabbia, i cocktail al tramonto – in una parola: l’estate?

Ecco, allora invece che spegnere il cervello (come, diciamo la verità, stiamo facendo un po’ tutti) con le nuove derive trash-pop che la stagione calda porta in tutti i bar e bagni della penisola (musica da bagno, in effetti, la è), potreste godervi il debutto discografico degli Unkle Kook, formazione tutta pepe che se spacca così in versione disco, figurarsi che combina dal vivo.

Sì, perché “Surf in Maremma” è un brano che fa venir voglia di saltare, rotolarsi ed ascendere all’empireo psichedelico del samadhi musicale (ah, che sfoggio di termini da vero intenditore a 360 gradi…) attraverso una traccia che respira e vive di richiami al palco, e alla musica come dovrebbe essere: suonata, in tanti, felici, sudati.

Il surf rock contaminato e a tratti sperimentale degli Unkle ricorda i maestri del genere ma non si chiude nel riferimento asfittico alla nicchia di settore: nella trama densa di riferimenti di “Surf in Maremma” il gruppo dà mostra di una frequentazione nomadica e a tratti meravigliosamente caotica di generi, in uno sconfinamento che sa di umanità e di gioia.

Gli Area, i Beach Boys, le musiche tradizionali iberiche e balcaniche si tengono per mano in un melpot di influenze che rivelano l’estrazione d’alto lignaggio di una band da scoprire, e da seguire sin dai suoi primi passi. Bravi.