Tra le stelle del nuovo firmamento pop brillano le URANIA

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E’ disponibile dallo scorso venerdì su tutte le piattaforme digitali il nuovo singolo di Urania, “Anime”: il duo si era già fatto “scoprire” con la scorsa pubblicazione, “Orbita Lunare”, che aveva inaugurato il percorso di rinascita congiunta di Stefania e Laura.

Oggi, con “Anime”, le due ragazze originarie di Marche e Abruzzo tornano a far sentire la propria voce e le proprie idee alla scena con una ballad arrabbiatissima, che mescola malinconia e necessità di rinascita in un singolo che vuol essere qualcosa di più di una semplice canzone, attribuendosi la rabbia dell’esortazione a cambiare, per davvero.

Per saperne qualcosa di più e andare più a fondo nella “questione Urania”, abbiamo fatto qualche domanda al duo.

Ciao Urania, benvenute sulle nostre colonne! Allora, partiamo dall’inizio. Perché “URANIA”, da dove viene il vostro nome d’arte e come vi siete conosciute.

URANIA perché in un certo senso non ci sentiamo sempre di appartenere a questo posto. Il nostro mondo interiore è difficile da spiegare in poche parole ed è talmente tanto intimo come se appartenesse ad un altro pianeta, appunto URANIA (che è anche l’unione dei nostri nomi -URA da Laura e -NIA da Stefania).
Ci siamo conosciute durante il lockdown del 2020 quando io (Stefania), per collaborare con diversi artisti e sentire meno il peso della solitudine e di una rottura sentimentale, contattai Laura per una cover.
Era un pezzo che rispecchiava il mio stato d’animo del momento e ricordo che la sua voce aveva alleggerito quel carico indescrivibile.
Pensai quindi di mandarle un inedito che in parte avevo già prodotto con un progetto precedente e mi accorsi che le sue parole erano l’abito giusto che potesse mai indossare.
Poi man mano mandai altri brani e ci siamo accorte che non poteva rimanere una collaborazione, c’era tanto materiale, avevamo tanto da comunicare e dovevamo far nascere un progetto vero e proprio.

Laura scrive, Stefania arrangia: quali sono le caratteristiche che connotano l’una e l’altra, e quali invece le differenze più evidenti fra voi due?

Laura: Le caratteristiche che ci connotano sono una grande sensibilità verso ciò che viviamo e verso le nostre emozioni, la voglia di esprimerci e l’attenzione verso i dettagli, se non una profonda empatia verso gli altri. Le differenze più evidenti potrebbero essere i mondi da cui veniamo, poiché siamo cresciute con generi abbastanza diversi e il modo di organizzare e gestire le cose. Io (Laura) sono molto disordinata e tendo un po’ a fare le cose sempre all’ultimo mentre Stefania riesce a ordinare tutto con grande successo e precisione ed è una grande risorsa secondo me.

Stefania: Laura dà una voce alle mie emozioni che vengono fuori con la chitarra e altri strumenti che ho sottomano. Ho realizzato che stanno uscendo fuori tante verità che avrei sempre voluto esternare ma che, fino a poco tempo fa, erano rimaste circoscritte tra accordi, librerie infinite di suoni e percussioni.
Differenze significative non ne abbiamo, ci incastriamo bene nel nostro modo di fare musica e se ci sono rendono il tutto più stimolante per la crescita e la gestione di tante cose. Per me conta che abbiamo gli stessi valori e obiettivi e che ci sia sempre comunicazione.

Oggi tornate con “Anime”, il vostro secondo singolo. Esiste un filo rosso capace di collegare il singolo attuale al precedente di debutto?

Laura: Il filo rosso sono proprio le nostre anime sempre alla ricerca di quel “quid” che ci porta ad andare oltre, verso nuove storie, parole e sensazioni. L’amore esplode anche qui ma più come collante che tiene insieme tutto, anche quando questo tutto sembra rompersi definitivamente. L’amore come motivazione per non lasciarsi andare, come sfondo per le nostre scelte e come specchio per noi stessi.

Stefania: La verità. Il messaggio che affiora è qualcosa di vero, sincero e che ci piace condividere con gli altri affinché possa diventare una riflessione per tutti.
Anche se hanno sonorità diverse, le vibrazioni che ci emanano sono sempre le stesse e sono inestimabili.

In “Anime” sembra che in qualche modo dipingiate un mondo che con la pandemia abbiamo sperimentato. Cosa significa per voi “cambiare”, e vi sentite davvero “cambiate” da quello che ci circonda?

Laura: Cambiare per me è sempre qualcosa di positivo, di naturale e di necessario. Cambiare nel senso di evolversi e far uscire nuovi lati di se stessi; nel senso di conoscersi e guadagnare quella consapevolezza e quella curiosità di andare avanti perchè “ancora è tutto da scrivere” come dico nel brano e noi non siamo nessuno per fermare questa vita che scorre e assume forme diverse. Mi sento cambiata più dal modo in cui io ho affrontato, assorbito e metabolizzato (ancora in progress) ciò che mi circonda. Questa è stata la cosa che più mi ha toccato: tutto cambia intorno a me, certo, ma io come cambio? E allora ho notato che molte cose non le stavo vivendo ma mi stavo facendo vivere da esse e non avevo più il controllo di nulla. Ora sono sicuramente qualche step più avanti e finalmente mi conosco un po’ di più ma la verità è che ogni secondo che passa cambio e allora non mi oppongo ma lo faccio con maggiore consapevolezza.

Stefania: Più che cambiata mi sento evoluta. Ho imparato ad avere una percezione diversa delle cose e a gestire il tempo a disposizione in maniera sana e costruttiva, cercando di coltivare e mantenere rapporti stimolati che possano contribuire anche alla crescita. Il tempo in alcuni momenti sembra essersi dilatato ed in altri il contrario, ma in qualsiasi caso ho ritrovato il sapore che per tanti anni avevo perso. Quello che ci circonda e che incondizionatamente assimiliamo attualmente non aiuta, perché si ha la sensazione di dover stare sempre in allerta. La musica fortunatamente aiuta a gestire l’ansia, i dubbi e le difficoltà che qualche volta emergono ma che non ci distruggono.

Rivelateci qual è la cosa che sta più a cuore ad Urania, e quale invece la cosa che più vi fa paura.

Laura: Ciò che mi sta più a cuore: essere la voce di più persone possibili e trasmettere qualcosa di puro e vero, in cui possa ritrovarsi anche una persona che non conosco direttamente. Ciò che mi fa più paura: perdere il controllo delle mie emozioni.

Stefania: Sicuramente ci sta a cuore raccontarsi senza filtri e senza timore. Sconfiggere le nostre insicurezze e il silenzio perché in molti casi è deleterio e crea mostri indomabili. Se le cose si dicono con il cuore, la semplicità e l’empatia riescono ad essere sempre efficaci e ci teniamo che emerga questo. Mi fa paura la superficialità, l’opportunismo e l’egoismo (in ogni contesto).
Mi fanno paura le persone che non hanno paura, quelle che si vestono di buio e si riempiono la bocca di verità assolute su sabbie mobili. E poi più di tutto mi fa paura il vuoto perché ci sono passata attraverso.

Urania è un nome che, in qualche modo, invita a guardare le stelle. Cosa c’è nel cielo di Urania, quali sono i prossimi passi del vostro progetto?

Sicuramente le stelle le guarderemo ma ascoltando presto qualche nuovo brano a cui stiamo lavorando in previsione di un altro singolo e di un EP. Nel frattempo ci dedicheremo anche a suonare live e a curare tutti i dettagli del progetto.