Tra i veleni (spurgati) di Tèracomera: a tu per tu con la band ligure

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Da qualche tempo, seguiamo con attenzione le vicende inerenti a La Jungla Factory, realtà indipendente ligure che a settembre dell’anno scorso ha inaugurato il suo format “Live da La Jungla” coinvolgendo nomi importanti della scena underground nazionale.

Oggi, abbiamo deciso di fare un salto nella giungla del levante spezzino per incontrare i Tèracomera, che proprio in questi ultimi giorni hanno completato la pubblicazione di un trittico di live session interamente registrato dal vivo.

Eccoci Tèracomera, benvenuti sulle frequenze “virtuali” di Onde Indiependenti! Allora, in poco più di un mese, ben tre live session pubblicate, tutte registrate negli studi de La Jungla Factory. Com’è stata l’esperienza di tornare dal vivo, anche se in studio?

Grazie a Onde Indipendenti per averci accolto in quest’intervista. Per noi tornare dal vivo è stata un’esperienza rinvigorente, il suonare e il poter esprimere la nostra musica è qualcosa alla quale teniamo molto. Siamo una band a cui piace sicuramente sperimentare in studio e passare ore davanti mixer col nostro produttore ma la soddisfazione di far rivivere il brano con le proprie emozioni in una sessione live è sicuramente speciale.

La scena ligure di Levante, quella di cui voi fate parte, sembra in effetti essere molto attiva! Cosa ne pensate di quello che succede dalle vostre parti, e quanto il vostro territorio pensate possa influenzare il vostro modo di fare musica?

Siamo contenti che negli ultimi anni nelle nostre zone si sia sviluppata questa scena, certo bisogna dire che la vita “provinciale” non aiuti tantissimo il percorso musicale, quindi siamo ancora più contenti che ci siano degli sviluppi positivi, ci dispiace solo vedere sempre la solita  quantità di palchi disponibili per poter far crescere questa realtà ancora di più. Si spera che in futuro si riesca a capire quali siano le azioni da compiere per far sì che non si disgreghi questo “movimento” ma che unendosi cerchino di migliorare. Sicuramente il nostro territorio ci ha influenzato in tutto , dobbiamo dire però che a livello musicale siamo sempre riusciti a creare un nostro sound influenzato da un panorama più internazionale.

Torniamo a noi, concentriamoci sul trittico appena pubblicato. Perché avete deciso di pubblicare in questo modo il vostro “mini-ep” live, senza passare dalle piattaforme d’ascolto digitale?

Sentiamo che il nostro potenziale si esprime maggiormente dal vivo, e ridare lancio ai 3 brani più significativi per noi all’interno del nostro album di esordio “Controvento” è stato il miglior compromesso per portare live un disco nato nel pieno della Pandemia.

“Veleno” chiude un cerchio cominciato in modo “intimista” con “Nascere fra gli altri”. Come si fa a liberarsi dal veleno che ci si annida dentro, in questi tempi ancora di più? Quali sono le vostre “terapie”?

La nostra terapia principale è proprio la musica in tutte le sue fasi. Partendo dalla scrittura della musica e dalla stesura del testo sono tutti momenti nel quale un artista mette tutto se stesso (nel bene e nel male) sfogando a volte le proprie frustrazioni o dando l’occasione di riflettere e discutere su temi comuni tra di noi o magari anche più personali di un unico componente. Nessuno è escluso nei Tèracomera e tutti diamo una parte di noi stessi al fine unico della musica che creiamo.

Quale credete debba essere, oggi, la forza di un artista emergente?

La forza di un artista emergente oggi deve essere la sincerità e la voglia di fare e mettersi in gioco. Essere sinceri sopratutto con se stessi così da esprimersi in modo autentico nell’arte che proponiamo al pubblico come musicisti. L’era digitale nella quale viviamo fa si che ogni informazione si propaghi globalmente in un istante e in un mondo dove tutto si amalgama e appiattisce per soddisfare la maggior parte dei fruitori si distingue chi è onesto con la propria musica proponendo così un prodotto unico e personale.

E qual’è invece, secondo voi, la più grande difficoltà che un artista emergente incontra sul suo cammino nel 2021?

La difficoltà sta proprio nel riuscire ad avere la forza di andare avanti secondo i propri principi, anche nei momenti più in salita. E sicuramente avere la pazienza di continuare a fare questo “lavoro” per anni anche senza nessun riscontro di alcun tipo. Ma se il focus è incentrato su se stessi e sull’essere onesti con quello che noi vogliamo dalla musica, saremo sempre e solo noi i giudici di noi stessi.

Chiudiamo con le domande semplici, “defatiganti”: se i Tèracomera fossero degli animali, quali sarebbero e perché?

Difficile riuscire a rappresentare sei persone in un unico animale ma pensiamo che se i Tèracomera dovessero essere un animale sicuramente sarebbero dei Merli indiani, non chiusi in gabbia o addomesticati ma liberi e spensierati tra le pendici dell’Himalaya. Il perché sta all’interno del nostro nome e il nostro pensiero di libertà, metaforicamente paragonato alla sensazione di volare liberi fra i venti orientali.

Salutateci con un proverbio delle vostre parti!

I sa pu n matto a ca soa che n savio a ca di autri! Tradotto: sa di più un pazzo a casa sua che un sano in casa degli altri.