Tra i coriandoli di Yayanice

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Il 16 aprile è uscito “Coriandoli”, il nuovo singolo del duo Yayanice. Il brano è il quarto estratto dal disco “Gu.A.St.O.”, l’unico tra tutti i pezzi ad avvicinarsi di più ad una ballad. Le Yayanice non sono una band facile da etichettare.

La loro musica si muove tra sound differenti: si percepiscono influenze funky, hip hop e rock. La stessa “Coriandoli” è difficile da ingabbiare. Si tratta di una ballad morbida con uno stile un po’ blues e allo stesso tempo hip hop. Una malinconia tipica del genere indie pop avvolge tutto il brano.

Le sonorità sono molto fluide, liquide e sospese, nell’intenzione di evocare quella bolla dove tutto può succedere, dove il distacco dalla realtà lascia spazio inqualche modo alla speranza che qualcosa di buono si palesi, nonostante lo scorrere inesorabile del tempo. La melodia enfatizza il messaggio del testo. Il singolo racconta di quei momenti di vita in cui siamo costretti ad aspettare che qualcosa succeda o a rimembrare ciò che poteva accadere ma che purtroppo, non è stato.

“Coriandoli” ci ricorda molto la pièce teatrale “Aspettando Godot”. Nella musica delle Yayanice si mescolano i generi e le arti. Il loro brano, fuori corrente rispetto al mainstream, è pura poesia. Il duo afferma: “Il ritornello suggerisce di pensare a quello che sarebbe potuto accadere se non avessimo detto che… Queste parole lasciano ad ognuno di noi la propria conclusione”.

Ciao ragazze, è un piacere intervistarvi. Leggiamo che “Coriandoli” anticipa l’uscita di un album. Cosa potete dirci su “Gu.A.Sto”? Uscirà quest’anno?

(Chiara) Coriandoli è il quarto brano estratto da GU.A.ST.O. che rappresenta il nostro primo EP. La scelta che abbiamo fatto è stata di snocciolare nel tempo le canzoni che lo costituiscono, partendo da metà settembre scorso per arrivare a fine maggio, momento in cui verrà divulgato completo. Manca al momento l’ ultimo estratto che uscirà poco prima di tutto. Gu.A.St.O. è nato quasi per caso, in una session pomeridiana assieme ad altri due amici e musicisti incredibili, Nicolò Scalabrin e Riccardo Di Vinci: il materiale era davvero buono, così abbiamo deciso di continuare a lavorarlo e di provare a diffonderlo. 

Invece, come è nato il brano “Coriandoli”? E’ stata la pandemia a ispirarvi?

(Chiara) Diciamo che anche la pandemia avrebbe potuto ispirare un brano simile ma il concepimento è avvenuto quasi due anni fa, in tempi non sospetti. Di ispirazione è stato un momento che ho vissuto in prima persona, che però non è andato come speravo. L’ ho poi voluto in qualche modo esorcizzare ed è uscita Coriandoli.

(Giulia) Forse il richiamo a questo periodo storico è più rappresentato dalla copertina del singolo, che ci vede in una specie di prigione a guardare verso il futuro con aria dubbiosa e annoiata..i coriandoli creano il giusto contrasto e rappresentano una voglia di rinascita e, perché no, festa e spensieratezza!

Ci piace molto come l’intero brano suoni quasi come un ticchettio di orologio. E’ nato prima il testo o la melodia?

(Chiara) Di tutto l’ EP è stata concepita prima la musica, e successivamente i testi. Incredibilmente ogni traccia ha richiamato delle tematiche specifiche che mi riguardavano in quel momento quindi la stesura è stata relativamente chiara. Mi sono affidata alla guida di un flusso che si è materializzato da solo.

Una domanda, forse un po’ banale, ma come mai Yayanice?

(Chiara) La risposta a questa domanda si trova in un aneddoto passato: Yayanice è l’ evoluzione del nome della cover band in cui Giulia ed io suonavamo nel 2017 e che si chiamava Ya Nice. La storia vuole che quando all’ epoca ricevemmo la prima data per suonare, il batterista, chiamato a dire il nome della band pur non avendolo ancora trovato, su due piedi plasmò partendo dal mio cognome (Iannice) questo nome, che declinato all’ inglese, aveva per lui più appeal. Quando ci comunicò poi la cosa, non potemmo più tornare indietro e così restò, tra le risate generali. Continuando l’ esperienza a due, abbiamo deciso di non stravolgere del tutto lo spirito di Ya Nice ma piuttosto di arricchirlo quindi abbiamo deciso semplicemente di raddoppiare lo Ya e di scriverlo tutto attaccato: Yayanice!  

Un aneddotto divertente capitato durante la vostra carriera musicale?

(Chiara) Credo che l’ episodio che ci ha dato il nome sia uno tra quelli più inaspettati e divertenti che abbiamo vissuto ma ne aspettiamo anche altri di più demenziali, perché no!

Ultima domanda: una canzone che ha influenzato la vostra vita?

(Chiara) Un pezzo che ho sempre adorato è Vita di Dalla e Morandi, so perché ma non so perché.

(Giulia) Una canzone che ascoltavo in macchina coi miei da bambina, “No more I loves you” di Annie Lennox.