Tra amore e frustrazione: il nuovo singolo di Ricky Ferranti

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In occasione dell’uscita del singolo “Metti Via”, abbiamo avuto il piacere di intervistare il cantautore Ricky Ferranti. Il brano cattura l’essenza delle serate cariche di emozioni e litigi in macchina con la propria ragazza, momenti in cui la frustrazione rischia di oscurare momenti altrimenti belli, a volte per motivi apparentemente banali. Questo pezzo sincero ci offre uno sguardo profondo nell’animo dell’artista, ispirato da un periodo della sua vita in cui queste serate tumultuose erano sempre più frequenti. “Metti Via” non è solo una canzone, ma un vero e proprio sfogo musicale che stiamo per esplorare insieme a Ricky Ferranti. Scopriamo di più sulla sua musica e l’ispirazione dietro questa canzone.

Ciao Ricky, è un piacere averti qui con noi per parlare del tuo nuovo singolo “Metti via”. Prima di entrare nel dettaglio del brano, vorremmo conoscerti meglio. Puoi condividere con noi un po’ della tua storia e del tuo percorso musicale?
Grazie a voi per questa intervista.
Mi sono avvicinato alla musica da ragazzino attraverso le tastiere e poi le chitarre. Ho ancora in studio una Farfisa anni ’70 che mi aveva regalato mio zio.
Ho iniziato con lezioni private per poi frequentare il CPM a Milano dove mi sono diplomato al corse Base e al Corso di Specializzazione in Chitarra.
Ho sempre suonato in diverse band e direi che Gli “Animali Rari “ sono stati i più rappresentativi.
Ho suonato con diversi artisti italiani e stranieri mantenendo sempre viva la passione per il songwriting.
Ho diversi Album come solista e questo nuovo singolo farà parte del terzo Album in Italiano.

Puoi raccontarci un aneddoto divertente legato alle tue esibizioni dal vivo?
All’epoca suonavo con la Band “Animali Rari” , suonavamo parecchio in giro per l’Italia.
Non ricordo esattamente dove fossimo ma eravamo appena arrivati ed in due o tre della band ci allontanammo dal palco per bere qualcosa.
Era estate e faceva parecchio caldo.
Stavamo sorseggiando una barretta fresca quando si avvicinò una coppia con due bambini.
Solitamente quando si arriva in loco nel primo pomeriggio il sole è ancora cocente e difficilmente si vede qualcuno in giro, quindi la cosa già ci rese alquanto stupiti.
Pensammo che si fossero persi e che volessero indicazioni o al più bere qualcosa, quando non tardò ad arrivare la domanda “ Ma è qui che ci sono gli animali ?”
Risposi di getto “Si, suoniamo stasera verso le 21” e contemporaneamente mentre articolavo la risposta mi resi conto analizzando l’espressione facciale dell’interlocutore che c’era un leggero problema di incomprensione tanto è vero che il padre imbarazzato rispose con “ ah… ma non ci sono serpenti, ragni ?….perchè ho visto cartelli con la scritta Animali rari e pensavo…..”
Ero quasi dispiaciuto nel dare a quella famigliola la notizia che gli “Animali Rari” erano una band e a risposta data notai un misto tra imbarazzo e delusione nel capofamiglia che tra classici “Ecco vedi, te l’avevo detto” della moglie e capricci stereofonici dei bambini se ne andò sconsolato in quel pomeriggio di Luglio.

Hai un rituale o una routine di scrittura per comporre le tue canzoni?
In realtà serve sempre una sorta di ispirazione.
L’ispirazione avviene da piccole cose come una frase che ti colpisce detta da qualcuno o da una emozione o semplicemente da un viaggio.
La vita stessa è ispirazione. L’ispirazione è quando sono sintonizzato sulla frequenza giusta.
Quando sono disposto a recepire cosa arriva dall’esterno e trasformarlo poi in qualcos’altro.
Da li poi si inserisce un processo anche tecnico legato alle conoscenze musicali etc.
Ma serve sempre una scintilla.

Come descriveresti il tuo stile musicale in tre parole?
Userei questi aggettivi
IRONICA
RIFLESSIVA
MALINCONICA

Quali sono gli strumenti musicali che preferisci suonare?
Sicuramente le chitarre, elettrica o acustica che sia poi il piano e le tastiere.

Cosa cerchi di comunicare attraverso la tua musica?
Ho dei brani introspettivi ed altri più rivolti al sociale .
In generale mi piacerebbe portare chi ascolta a porsi delle domande sul mondo che ci circonda.

Come affronti i momenti di blocco creativo durante la scrittura di nuove canzoni?
In quei casi bisogna trovare distrazioni, fare dell’altro.
Andare ad un concerto, ascoltare musica che non si ascolta normalmente , un viaggio.
Bisogna uscire dalla consuetudine , dalla routine.

Puoi dirci di più sulla canzone e quali ispirazioni ti hanno portato a scrivere “Metti via”?
E’ una canzone nata diversi anni fa e ha trovato un suo arrangiamento solo recentemente.
Parla di una di quelle serate passate in macchina a litigare con la propria ragazza.
C’è la frustrazione di vedere svanire una bella serata magari per motivi futili.
La canzone è purtroppo legata ad un periodo della mia vita in cui serate così erano sempre più numerose e la canzone nacque proprio come uno sfogo.

Grazie mille, Ricky, per aver condiviso la tua storia e il significato dietro “Metti via.” È stato un piacere parlare con te.
Grazie a voi!