TheVerso: il pop italiano inglese di altri “versi”

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Ve l’avevamo promesso ed eccoci a soffermarci dentro le pieghe di questo disco che già dalle parole mette in gioco chiavi di lettura su cui starei qui a parlare per ore. Luca Cicinelli, romano che si firma TheVerso, pubblica “Futuro Vintage” e noi ci mettiamo in ascolto osservando questa cover che allude subito ad un pop adolescenziale dai contorni dolcissimi, fatti di quella plastica colorata per le camerette che avevamo negli anni ’90, dentro cui rifugiarci e pensare all’amore e alla conquista del mondo… e si metta a tutto volume brani come “Il nostro amore è una Hit” e poi, a seguire, il primo singolo estratto “L’Universo” che proprio da una camera parte l’incontro con altri “versi” di questa vita.

L’allegoria del disco non è roba da poco visto che dietro romanticismi pop ci sono messaggi sociali anche assai interessanti: di base su tutto vince quel senso di cercare altro, nel tempo come nello spazio… altro che significa anche curiosità, speranza, voglia di darsi altre possibilità… su tutto emancipazione.

Bellissima “Romantica”: giro di boa e viriamo dentro sonorità inglesi decisamente rock anni ’90 e la timbrica di TheVerso sembra ricordarci anche quel certo glamour italiano di quando il rock cercava colore e trasgressione… di quando il modo si faceva quasi dance. E qui e la non stupiscono neanche finiture appena punk o almeno così sembra di voler sembrare dentro “Un uomo fantastico”. E se il remix di “Romantica” davvero stupisce e non ci saremmo mai attesi di trovarlo dentro una simile struttura di disco, allora che dire della chiusa “Dove tutto può succedere”? E se nel retrogusto vi dicessi che quel “Across the Universe” però a firma di Rufus Wainwright non è che – guarda caso – lo trovi così azzardato come accostamento? Sarà quest’orchestrazione che si rende necessaria all’ascolto… e colora tutto con belle sensazioni di pace.

“Futuro Vintage” non è certo un disco ricco di soluzioni importanti ne di rivoluzioni estetiche di chissà quale impatto. Di base vince (forse troppo) questo senso di adolescenziale romanticismo, forte anche del mix di voce e di certi suono che si rendono spigolosi, crudi all’orecchio… il pop di TheVerso dimostra anche una fame di direzioni e di stili diversi… e credo che la strada verso un arrivo comodo e caloroso non sia troppo distante.