STRAID ci racconta il nuovo singolo “Rivalmare”

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Oggi incontriamo il cantautore fiorentino STRAID, che ci racconterà del nuovo singolo “Rivalmare”, una ballata intima che racconta di ricordi e cicatrici, di voci da ignorare e la speranza di un nuovo sorriso.

Ciao Straid, quando ti sei avvicinato al mondo della musica?

Quando ero piccolo mio padre aveva questa abitudine di mettere ogni mattina prima di scuola un disco allo stereo, li ascoltavano mentre facevamo colazione e mentre ci vestivamo, mi aiutava a distinguere i suoni dei vari strumenti e ad ascoltare le parole, ma soprattutto mi ha spinto ad accogliere l’emozioni.

Crescendo, mentre iniziavo a strimpellare un po’, la voglia di creare qualcosa che andasse oltre ha iniziato a palesarsi e da lì sono venute fuori le primissime canzoni.

Percepire te stesso è la chiave di tutto.

Quali sono i tuoi artisti di riferimento?

Domanda difficilissima.

Ho sempre cercato di ascoltare di tutto e di più per avere una visione più ampia su ciò che realmente volessi essere come artista di conseguenza non so se riesco a nominati un artista nello specifico.

Ci puoi parlare della tua esperienza al Contest “Deejay On Stage”?

Un’esperienza molto affascinante.

È stata una giornata adrenalinica che mi ha fatto capire ancora di più per cosa sto lavorando ma soprattutto mi è servita a controllare la tensione.

Salire su un palco di fronte a diecimila persone fa paura, soprattutto quando sei un emergente e devi dare il 10000000% di te per farti realmente “vedere”, però mi sono divertito come un matto e respirare quella vita è stata una bella boccata di ossigeno.

È uscito il tuo nuovo singolo “Rivalmare”. Qual è il tema trattato e cosa ti ha spinto a scegliere questo titolo?

Per sottolineare l’importanza degli attimi. In riva al mare è nata una storia che ha cambiato la mia vita, mi ha insegnato a vedere le cose da un altro punto di vista, a non arrendermi di fronte alle difficoltà ma ad analizzarle per capire come andare avanti, ad accogliere gli errori come un percorso di vita sano, in cui sbagliare è necessario per crescere. Una storia che conservo dentro di me come un faro e a cui volevo fortemente dedicare un pensiero semplice ma non scontato: “non ti dimenticherò mai, grazie.”

Quanto c’è di autobiografico nel brano?

Tutto.

Alla fine, parlo di vita vera e di emozioni vissute a pieno e lasciate andare perché necessario, nonostante il dispiacere. Sottolinea la necessità per me di costruire un percorso in cui testa e cuore vanno nella stessa direzione.

Il brano è accompagnato da un videoclip. Ce ne racconti la genesi?

Il videoclip è di Tommaso Checchi, un ragazzo di Firenze che ringrazio moltissimo perché mi ha regalato un’esperienza veramente positiva e perché fin da subito ha capito la canzone e cosa volevamo trasparisse dal video. Principalmente abbiamo cercato di rappresentare a pieno l’emotività del brano ponendo l’accento sulle espressioni e lo stato d’animo senza sovrastrutture o distrazioni di ogni tipo. Abbiamo giocato sull’emotività della scena.

Se avessi l’opportunità di aprire un concerto, quale artista preferiresti?

Guarda vista la mia voglia pazza di live e per quanto sono importanti per farsi conoscere ti direi chiunque.

Poi probabilmente un concerto di qualche “vecchietto” mi piacerebbe aprirlo, tipo Zucchero, Liga o Vasco, ma giusto perché sono cresciuto con loro e sarebbe doppiamente emozionante.

Quali saranno i tuoi prossimi passi discografici?

Sto lavorando a tanti progetti che inizieranno a vedere la luce da maggio.

Il mio più grande obbiettivo è divertirmi, poi quello che sarà… sarà.