“Stone Wall” è il primo album del progetto Ostinàti

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“Stone Wall” è il primo album del progetto Ostinàti, una band/orchestra nata originariamente per interpretare i grandi successi jazz internazionali ma che in seguito ha sviluppato una forte connotazione creativa che li ha portati alla composizione di brani inediti. Il loro stile prende spunto da diversi generi e sound, dando origine a qualcosa di molto particolare, un jazz progressivo elettro-acustico colorato da contaminazioni fusion e sin anche rock-blues, ma che non ne esauriscono la definizione stilistica.

La band affonda le sue origini nell’assolata terra siciliana, con i suoi sapori, le sue tradizioni, le sue contraddizioni, in particolare dalla zona di Modica. I brani dell’album, interamente musicale, sono stati scritti dal sassofonista Sergio Battaglia e arrangiati insieme alla band nella quale militano Riccardo Drago alla chitarra, Carmelo Rendo alle tastiere, Adriano Denaro al basso e Giovanni Cataldi alla batteria.

L’album è stato interamente registrato in presa diretta, una scelta derivata dall’approccio jazz, che fa in modo di mantenere intatto l’inter-play tra i musicisti e tenere aperta l’esecuzione alle improvvisazioni.

Il titolo dell’album deriva dalla terra di origine della band. “Stone Wall” è infatti la traduzione inglese della tecnica delle costruzioni a secco e appunto i muri a secco, che compongono gli scenari bucolici dei poderi, sono quelli che caratterizzano molti paesaggi della Sicilia. E si capisce bene che uno stile così brillante e pieno di sfumature, quale quello degli Ostinàti, non possa che essere derivato da una storia ed un territorio così prezioso e così ricco di fascino e di tradizione, che è anche leva, trampolino per l’esplorazione musicale.

Non si può di conseguenza che rimanere ammaliati dal tema, dalle sonorità e dalla progressione incessante di “Syncro” che scomoda le nostre reminiscenze, la cultura musicale dell’ascoltatore, pescando dal funk, dalla progressive dei PFM, dal sassofono di Jeames Senese e di Rosario Giuliani, dalla batteria di Dave Weckl e gli arrangiamenti di Chick Corea.

Le dieci tracce sono tutte molto belle, pulite, ben riprese e mixate, con un suono rotondo, un album che vi farà buona compagnia con le sue ballad delicate come “Speak No Evil”, l’unica cover contenuta nell’album, una loro bellissima versione di questo pezzo dal quale la band ha tratto ispirazione per il proprio percorso musicale, oppure la classicheggiante “Smooth Lava” o l’esplosiva “The end of Horizon”, con i suoi ritmi brasiliani.

L’album è stato rilasciato sotto l’etichetta Isulafactory che produce artisti sempre molto interessanti che ci arrivano tutti dalla magica Sicilia.

Link streaming: https://open.spotify.com/album/38neyP6rqcQzTP8rRWk0GH