Sperimentazione, pop e talento: gli ingredienti vincenti di Casto

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Casto è uno di quei nomi che i lettori della nostra rivista certamente ricorderanno.

Qualche settimana (ormai mese…) fa, ci innamorammo delle barre pop del rapper ligure, che con “Weekend” era riuscito a convincere tutti, compreso patron Spotify che aveva deciso di legittimare l’esordio del talento originario della Spezia inserendone il brano di debutto in diverse playlist editoriali.

Oggi, Simone torna a far sentire la sua voce alla scena con un singolo diverso, dagli echi vaporwave, che sembra ben intenzionato a conquistarsi la scena, confermando il valore di un progetto che, nel tempo, farà parlare di sé.

Pollici in su e volume al massimo per Casto, che ci siamo divertiti a torturare facendogli un paio di domande sul suo ritorno.

Casto, benvenuto su Onde Indiependenti. Allora, partiamo dal presente: raccontaci in due parole “Okay”, il tuo nuovo singolo per Awhary Records.

Ciao a tutti ! Okay è positività ! Scritta dalle mani di un pessimista .. riporta suoni dance anni 80 ed è stata una bella esperienza lavorare su un brano del genere

Come nasce il brano? Ricordi il momento in cui l’hai scritto?

Sì! Cercavo qualcosa di diverso dal solito. Il testo è uscito di colpo! E fin da subito il tutto suonava alla grande.

La chiave musicale si distacca da quella di “Weekend”, che sembrava più improntata all’it pop. Qui invece i riferimenti sono altri, e anche la copertina richiama un mondo vapor.wave che si respira sin dall’attacco del brano. Come mai questa svolta?

Non riesco a rimanere fisso su di un genere, mi piace sperimentare! Credo sia giusto provare ad uscire dalle solite cose, nel mio caso ha fatto solo che bene…

Quanto credi sia importante sperimentare nella musica? Oggi sembra che tutti abbiano paura di fare qualcosa di diverso, forse per timore di “spaventare” i fan…

Una cosa che odio sentire è proprio questa: bisogna seguire una linea di genere… no! Per me non ha senso; io non vendo macchine! Faccio musica, giustamente vado a proporre ciò che esce meglio. Ma sperimentare credo sia la cosa migliore per un artista… al massimo, sarò io nella scrittura a lasciare una mia impronta…

Cosa significa, oggi, essere un artista emergente e qual’è la cosa più difficile dell’essere musicista?

Per ora le difficoltà più grandi sono solo a livello economico… purtroppo (e per fortuna, allo stesso tempo) la qualità ha un prezzo… e per starci dietro bisogna sacrificare tanto.

Senti, sogna ad occhi aperti: dimmi dove vedi Casto tra un anno. Libera la fantasia!

In giro per l’Europa, a fare live.