SOUNDSICK presentano EPIGRAM… l’intervista

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Soundsick – Epigram (Accannone Records)

  

SOUNDSICK sono un Power Trio Alternative Rock composto da due fratelli Ilario e Alexander Onibokun Valentino Teodori. Le loro influenze spaziano dal post rock al post grunge, dal progressive alla psichedelia, cercando di unire il semplice al complesso, ma senza mai perdere di vista l’essenza della forma e della melodia.

Il loro ultimo lavoro, inciso presso l’Indipendente Recording Studio, è stato registrato e mixato da NICOLA GIORGETTI e DAVID LENCI (Ex Tecnico del suono dei VERDENA), il quale gode di buona fama anche all’estero grazie alle collaborazioni avvenute con artisti internazionali come STEVE ALBINI e JOSH KLINGHOFFER (RED HOT CHILI PEPPERS), mentre il Mastering è stato affidato all’ ingegnere del suono

GIOVANNI VERSARI, il quale è noto per aver masterizzato tra i vari artisti, i MUSE con l’album Drones.

 

L’INTERVISTA

Ci sono molti suoni diversi nel vostro album. Quasi un viaggio avanti e indietro tra oltremanica e oltre oceano, tra wave britpop, post grunge e indie noise americano.. che ne dici?

 

Noi crediamo che la nostra musica abbia molto più a che fare con il post grunge ed il noise americano, sono generi con i quali ci sentiamo molto più affini. La wave ed il britpop invece,  hanno senz’altro fatto parte delle nostre vite ma Epigram è un disco dalle sonorità molto più dure e sperimentali.

L’altra cosa che mi ha colpito è l’architettura molto strutturata dei brani…
Epigram sta per?

 

Epigram deriva dalla parola epigramma, il cui significato sta nel riassumere un lungo componimento artistico in una breve frase di poche parole. Ci è piaciuta l’idea di utilizzare la parola Epigram come una metafora, difatti L’album ha una durata di 51 minuti e 38 secondi, nei quali abbiamo racchiuso 8 anni delle nostre vite in cui ognuno di noi ha vissuto le proprie esperienze.

 

Mi parli del brano Black Cera che ho visto che è quello su cui avete fatto il video?

Il brano Black Cera è stato uno dei primi che abbiamo scritto per questo disco. Dopo averlo completato abbiamo capito in che direzione andare per la stesura dell’album. La canzone tratta come argomento principale gli emarginati, i più deboli e i folli, persone rese tali dalla società e poi abbondonate a sè stesse.

 

Quanto sono importanti lo stoner, il metal e la psichedelia nel vostro percorso creativo?

Vista la proposta musicale dal vivo penso che potreste avere spazio anche fuori dall’Italia…anzi .. forse più all’estero, vista la pochezza dei club e locali del bel paese…

 

Sono generi che hanno avuto una rilevanza molto importante per noi ma è anche vero che, al giorno d’oggi è abbastanza difficile riuscire a scovare artisti che riescano a proporre delle nuove e stimolanti novità.

Riguardo ai live club… in Italia non ce ne sono molti dove proporre il nostro genere musicale ed è anche vero che la nostra musica potrebbe trovare molto più spazio all’estero. Abbiamo optato per la lingua inglese anche per questo motivo.

Da quando ci siamo formati abbiamo avuto comunque l’occasione di fare molte date qui in Italia, l’importante è arrivare a crearsi una rete di contatti che ti faccia prendere poi il giro giusto.