Sly & the Stubborn: facciamo girare questo “Nudo”

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Devo dire che il ritorno degli Sly & the Stubborn è un manifesto decisamente maturo e credibile vista anche la loro carriera non di primissimo pelo… va detto… eppure questo Ep è solo una seconda prova. Si intitola “Nudo”, com’è senza veli il suono e la voce spigolosa ai bordi, libera di cercare le parole che sente necessarie senza troppo impegnarsi in una estetica di moda e di tendenza.

E se il disco si apre con “Continua a correre” dentro cui quasi sento la ruggine tra stoner e grunge delle chitarre, la successiva “Lacera” ha qualcosa di new wave tra rullante cassa e basso e questa voce con delay ad aprire i periodi. È un disco di incitamento e di sforzo a rialzarsi sempre, a combattere la tossicità degli amori, ad avere la forza di pagarne il prezzo… e nel buio si deve chiedere aiuto… in “Sterile” penso si dimostri qualcosa che ritroveremo poi in “Cadere”, ultima traccia del disco. L’equilibrio perfetto tra suono e voce, con questa che rispolvera dei vibrati e degli arrangiamenti per niente scontati quasi a richiamarmi un Umberto Maria Giardini, anche complice un suono che qui si fa un poco distopico.

Il singolo è funzionale: “Lacera ancora” con i coretti a rinforzo sull’inciso è una bella “patacca rock” all’italiana maniera e, ormai che ho visto il video dentro cui i nostri sono sostituiti da fanciulle (manco a dirlo) decisamente rock, ora non riesco più ad associare la vera faccia di Sly quando canta la canzone.
Insomma è un ritorno che forse poteva giocarsi più ruggine e ferro bohémien in luogo di troppo romanticismo nei testi, quasi spietatamente romantici in alcuni momenti. La libertà passa anche da qui…