Slowflash: il ritorno in grande stile dei Limes

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Scritto da Cristina Petronio

Primo album ufficiale in uscita il 30 settembre per i Limes, band pop/rock triestina ormai già ben consolidata grazie anche ai diversi successi che li hanno portati a suonare sul palco dell’ Heineken Jammin Festival e ad aprire concerti per Motel Connection e Mojomatics.
Il disco si intitola Slowflash e proietta il gruppo in una dimensione più matura e riflessiva rispetto al precedente EP, Essential, immergendo le undici tracce in un flusso ermetico e introspettivo, con vari picchi d’energia, come in The Ascent, nel ritmo rock della hit orecchiabile Noise’s Room e in Pressure Variation.
Uno dei punti forti di questo album è sicuramente la versatilità della band nel cambiare rotta da una canzone all’altra, passando per esempio da una ballata, White, ad un sound più sperimentale (come è possibile sentire nella chitarra del brano Wood e il bridge in The Ascent) o ancora dirigendosi verso il pop, il tutto accomunato da una chiave moderna.
Vincente anche la presenza dell’intro e dell’outro, rispettivamente Plume I e Plume II, che accompagnano l’ascoltatore e lo cullano nell’atmosfera dell’album.
Nel frattempo la chitarra racconta memorie remote di questo trio ed è la protagonista, assieme alla voce, della malinconia sottostante tutto l’album, che fuoriesce particolarmente dal brano Path of Mind, e anche da The Fall, di cui già i titoli sono emblematici, con particolare riguardo per Tunng.   

La precisione e la tecnica fuoriescono dalle note delle canzoni e riescono ad attirare attenzione laddove la melodia magari si ripete, e presentano un biglietto da visita validissimo per un gruppo che ha molte potenzialità, e può trovare il suo percorso anche osando di più.
Tirando un po’ le somme, si tratta di un cd che al primo ascolto può non prendere così tanto, se non per alcune canzoni, ma che man mano lo si riesce ad apprezzare soprattutto per i dettagli, per certe scelte stilistiche e per l’accuratezza e la qualità del prodotto.

 

Consigliate dal blogger:
The Ascent, Wood

Quote from The Fall:

“c mon let me fall
the ground is not too far
this space is so tight
and walls so hard to climb
this run is starting now
it s a matter of time”

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