Seguire la bassa marea con Maelstrom per andare al largo

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Maelstrom non è proprio l’ultimo degli arrivati, almeno, non di certo per noi di Onde Indiependenti che come ormai saprete siamo attenti come civette, pronti a scrutare le profondità oscure della nuova scena emergente per conoscere, weekend dopo weekend, i nomi nuovi capaci di portare qualcosa di “diverso” nell’ormai sovraffollato panorama musicale nazionale.

Ecco, dell’artista di stanza in Piemonte avevamo già avuto modo di parlare in passato, sin dai suoi esordi: oggi, per noi, si realizza l’occasione di confermare la bontà di un intuito – il nostro – che raramente sbaglia, e il ragazzo ne è la conferma. Se avevamo già consigliato ai nostri lettori “Coralli”, ecco che oggi “Bassa marea” diventa efficace comprova di quanto detto: Maelstrom è uno dei nuovi cantautori più interessanti sulla scena, e incoraggiarne la musica e la scrittura è l’unico modo per prendere parte ad una battaglia di resistenza che si fa sempre più spietata, nel rumore assordante di una contemporaneità sempre più “plastificata”.

Benvenuto Maelstrom, abbiamo avuto modo di conoscerti, qualche mese fa, all’uscita del tuo primo singolo per Revubs Dischi, etichetta spezzina che negli ultimi tempi sta “sfornando” artisti interessanti. Ecco, viene spontaneo chiederti come ti sei avvicinato alla realtà ligure?

Ho conosciuto Revubs Dischi verso la fine del 2020 ascoltando alcune produzioni di Altrove ed è stato amore a primo ascolto. Inoltre il mio amico Nube ha iniziato a lavorare con loro qualche mese prima così ho deciso di proporre anche il mio progetto!

Prima del tuo esordio con la label avevi già pubblicato un brano, esordendo da totale indipendente. Cosa significa, per te, essere “indipendente”, oggi?

Penso che sia un discorso piuttosto complesso. Sicuramente al giorno d’oggi esiste la possibilità di crearsi una propria rete anche in forma indipendente attraverso le varie piattaforme digitali. È altrettanto vero però che avere una Label alle spalle ti permette quanto meno di avere un team di confronto non indifferente e nel mio caso sono molto felice del rapporto che si sta creando con i ragazzi di Revubs.

“Coralli”, il tuo singolo precedente, ci aveva particolarmente colpito anche per la propensione a far “risaltare” una tua vena fortemente “cantautorale”. Quali sono gli ascolti che hanno più segnato la tua formazione musicale?

Grazie per il complimento! Se dovessi scegliere dei brani in particolare direi: “Mio fratello è figlio unico” di Rino Gaetano, “Cara” di Lucio Dalla, “Amico Fragile” di Fabrizio De Andrè e restando al presente “Che bella giornata” di Willie Peyote e “La verità” di Brunori Sas.

Arriviamo a “Bassa Marea”. Come si fa a far sì che i nostri “freni” non rallentino l’alzarsi della marea? Il tema del “desiderio” sembra essere ricorrente, nel testo del brano, ma non sempre si realizza in una concreta azione…

Non è semplice. Nello specifico “Bassa Marea” riflette gli effetti psicologici postumi ai due anni trascorsi di pandemia specialmente nella mente delle nuove generazioni. Credo che a volte sia necessario rientrare in contatto con le leggi dell’universo, che spesso restano nascoste dietro la frenetica bulimia dei tempi moderni. Quando il mare è gonfio è difficile domarlo, certo, ma la luna cambia e la marea scende e d’un tratto ci rendiamo conto che è possibile tracciare rotte che fino a poco tempo prima sembravano essere difficilmente percorribili.

Quali sono le principali paure che hai? C’è qualcosa, nello specifico, che ti tormenta in modo ricorrente?

Il trascorrere del tempo, l’irripetibilità degli eventi, che sono poi in fondo le ragioni che mi permettono di amare la vita.

Consigliaci tre artisti emergenti che vale la pena scoprire.

Nuelle e Attilio, che ho conosciuto poco tempo fa e a parte che fanno morire dal ridere, sono proprio forti. Nube, che immagino conosciate già e infine i Tanz Akademie che non avete capito quanto cazzo sono punk.