“Scrivo e scelgo le parole con cura. Così nascono le mie canzoni” Intervista a Livio di Fernandhell.

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Una lunga storia di punk alle spalle, ma anche nel presente e nel futuro. Così potremmo sintetizzare in una riga la carriera artistica di Livio Montarese, prima con i The Peawees ed ora con i suoi Fernadhell.. Un personaggio ed una persona importate per la scena punk del nostro Paese, che abbiamo avuto la fortuna di incontrare in occasione della pubblicazione del singolo “Extra ordinary”, disponibile da oggi per Moquette Records. Buona lettura!

Ciao e benvenuto!

Ciao, grazie dell’accoglienza! :)

Da oggi è disponibile “Extraordinary”, il vostro nuovo singolo. Come lo descrivereste a chi non lo ha ancora ascoltato

Credo che “Un pezzo a la Jawbreaker” possa renderne bene l’idea. Mi sono fortemente ispirato a loro: ultimamente “Dear You” è a ripetizione violenta  tra i miei ascolti e volevo fare un pezzo con quel mood. Spero di esserci riuscito.

 

Una cosa interessante è che avete pubblicato, oltre che in digitale, anche in CD. Ci avete fatto tornare indietro agli anni ’90. Perché questa scelta distributiva ma anche di marketing?

Assieme ai ragazzi di Moquette volevamo un formato che fosse pratico, interessante (si, anche un pò “vintage”) e con tempistiche di produzione umane. il CD ci sembrava la scelta migliore, e per renderlo più accattivante abbiamo pensato di presentarlo con un poster in allegato. Effettivamente molto ’90s!!

Come è nata la canzone e in generale come nasce la musica di Fernandhell.?

Il pezzo è nato nel giro di qualche ora: avevo il refrain già in testa, ho buttato giù le parole di getto e di rimando ho trovato la linea melodica. E’ stato un parto lampo. Non è così per tutti pezzi che scrivo però: alcuni hanno gestazioni decisamente più lunghe. Pensa che pezzi come “Offside” o “The invisible Ones” hanno visto la luce dopo più di 20 anni!! Scrivo sempre tanto, prendo appunti, scelgo le parole con cura, non solo per il loro suono, ma anche per il loro “peso”, la loro eleganza, la loro profondità. una volta completato il testo, o gran parte di esso, mi siedo con la chitarra acustica nel mio rifugio segreto (il cosiddetto “Boso”Studios”) e trovo la linea melodica. Pressappoco la formula é sempre quella.

Nel testo raccontato di una persona con evidenti problemi psicologici. La salute mentale è un argomento che sempre più spesso viene cantato. Voi perché avete deciso di parlarne?

Ho voluto denunciare a mio modo il cescente fenomento per il quale più patologie hai, più sei “disturbato”, più sei figo. Soprattutto sui social, indipendentemente che tu abbia delle patologie reali o meno. Reputo che l’argomento sia decisamente più delicato, da affrontare con “i guanti bianchi”, e non  sbandierato così a buon mercato.

Una domanda a Livio: cosa è cambiato dai The Peawees a Fernandhell.?

Nei Peawees ero al sicuro, nelle retrovie, con tre veri assi in prima linea a dirigere l’orchestra. Ora ci metto la faccia, scrivo i pezzi, li canto e mi ritrovo davanti. Ero felice prima e lo sono molto anche ora, in modo diverso.

Progetti futuri?

Sicuramente un disco, che abbiamo già in cantiere. E poi mi piacerebbe suonare un pò in giro per il mondo, soprattutto a Londra, “Non l’ho mai fatto…ma l’ho sempre sognato” cit.