Santamarya: ‘Superamerica’ e l’eco di una generazione

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Santamarya è la storia di un gruppo di ragazzi troppo grandi per la provincia e troppo piccoli per la città, sempre in cerca di un luogo in cui il tempo rallenti abbastanza per prendere una chitarra e cantare com’è facile perdere per il mondo i propri vent’anni, le aspettative e i tanti idealismi che rincorrevamo. Canzoni che parlano di tutto quello che si può trovare in fondo al bicchiere dei ricordi: le paure e le speranze, la rivoluzione grunge e la canzone dell’estate, la psichedelia e il Festivalbar. Per lasciarsi crescere senza lasciarsi dimenticare.

L’EP d’esordio “Nessuno ricorda niente” viene accolto positivamente dal pubblico e dalla critica, il singolo omonimo è il brano italiano più trasmesso da MTV a settembre 2021, permette alla band di vincere il MEI Superstage e di aprire i concerti della Love Gang, BNKR 44, Gianluca De Rubertis (Il Genio), Federico Dragogna (Ministri). Il disco è stato prodotto da Giorgio Maria Condemi (Motta, Truppi), con la partecipazione di artisti come Cesare Petulicchio (Bud Spencer Blues Explosion) e Carmine Iuvone (Salmo, Coez) e fonde canzone d’autore e new wave alla Smiths, David Lynch e il dream pop.

In questa intervista, ci immergeremo nei dettagli di “Superamerica”, scoprendo le ispirazioni e le ambizioni artistiche dei Santamarya.

Potreste raccontarci come è nata la vostra band e come avete scelto il nome “Santamarya”?

La band è nata dalla fusione di elementi già attivi in altre formazioni. Ci conoscevamo e ci stimavamo ed è stato abbastanza naturale il nostro percorso insieme. Il nome viene dalla località in cui avevamo la nostra prima sala prove che si chiama appunto SANTAMARYA

La vostra musica è spesso descritta come una miscela di indie, dream pop e psichedelia. Quali sono le vostre principali influenze musicali e come le integrate nel vostro suono unico?

Le nostre influenze sono quelle tipo che indie e dream pop come MAC DE MARCO, MEN I TRUST ed altri artisti simili della scena. Le integriamo con l’aiuto del nostro produttore MATTEO DOMENICHELLI che ci guida all’interno di un preciso recinto sonoro

Come nascono le vostre canzoni e come avviene la collaborazione all’interno della band?

Leonardo che è il cantante scrive i testi. Musica ed arrangiamento vengono fatti poi tutti insieme prima in sala prove poi in studio

Ci raccontate di più sul nuovo singolo “Superamerica”, e su cosa vi ha ispirato a scriverlo?

Superamerica è una canzone che parla del mito americano come fenomeno un ormai un po’ crepuscolare. Ciò che ci ha spinto a scriverlo è stata la nostra volontà di fare un viaggio idealizzato tra la provincia americana e la nostra provincia

Quali sono i vostri obiettivi per il futuro? Ci sono nuovi progetti o nuove direzioni musicali che volete esplorare?

A fine giugno uscirà il nostro secondo singolo, poi in autunno il disco. Per ora il timbro sonoro è lo stesso ma per il futuro vorremmo esplorare anche sonorità un po’ più distorte tipiche della scena anni 90

GRAZIE!!