Rea, intervista Respiro: “Quando scrivo tutto filtra dalla mia immaginazione”

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Tra le protagoniste del pomeridiano di Amici, Rea torna con il nuovo singolo Respiro e si racconta nella nostra intervista

Ciao, quanto di autobiografico c’è in Respiro?
Tutto e niente in quanto passa tutto attraverso il filtro della mia immaginazione. Ciò di cui racconto ha sempre una sfumatura autobiografica ma non mi riferisco mai a degli episodi ben precisi solo allo stato d’animo. Le immagini che uso in Respiro non sono scene che ho vissuto nella maggior parte dei casi nel modo da me descritto, sono funzionali a ciò che volevo comunicare.
Che rapporto hai con i social e con la tua fan base che è molto attiva?
Ammetto che prima del programma non usavo molto i social e tutt’ora non sono un’esperta. Ma sapere di avere così tante persone con cui condividere ciò che faccio e che si rispecchiano nelle mie parole e nella mia musica è un grosso incentivo ad usarli. Non li userò mai però quando non ne sentirò la necessità: non mi piace pubblicare contenuti giusto per farlo, se metto una storia o un post deve rappresentarmi al 100%.
Quando ti potremmo vedere dal vivo?
Se siete nei dintorni di Bologna mi raccomando venite il 15 maggio al Locomotiv Club! Terrò il mio primo concerto e sono super entusiasta. Prometto non ve ne pentirete.
Un bilancio sulla tua partecipazione ad Amici?
Sono molto felice del percorso che ho fatto e, nonostante alti e bassi, penso di aver guadagnato una grossa consapevolezza sia personale che musicale. Inoltre la scuola mi ha insegnato a gestire tantissimo l’ansia, un problema veramente grande per me che avevo fin da piccola.
Tra tutti gli inediti che hai finora pubblicato quale pensi sia quello che ti rappresenta di più e perché?
Tutti raccontano un pezzo di me ma se devo sceglierne solo uno quello che mi rappresenta al meglio è sicuramente sicuramente Sotto la pelle. È il primo brano che ho scritto dentro la scuola e parla essenzialmente della mia vita prima di entrarci, ovvero del mio costante sentirmi fuori posto e cercare di fuggire dai problemi invece che guardarmi dentro e realizzare che il mio sogno è sempre stato uno e uno soltanto ovvero quello di fare musica.

“Sotto la pelle” è infatti la metafora che ho utilizzato per esprimere il concetto di andare sotto la superficie delle cose per capirne la reale essenza.