Psichedelia anni ’60 con Surfin’ Gaza degli Omosumo

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Scritto da La Marchesa13
Ascoltare un disco di elettronica così complesso e sofisticato mi fa sempre enorme piacere.

Loro si chiamano Omosumo, trio siciliano formato da Angelo SicurellaRoberto Cammarata (Waines) e Antonio Di Martino (Dimartino), un trio che è stato capace di diventare un fenomeno di culto.
Precedentemente hanno pubblicato l’EP  Ci proveremo a non farci male (Malintenti Dischi, 2013), successivamente remixato in chiave elettronica da alcuni tra i migliori nomi della scena dancefloor italiana (“RemixesEp” per MalintentiBop, 2013 con i remix di Tempelhof, Crimea X, RotaryDisco76 e Marvin &Guy) e hanno lavorato intensamente live, sui palchi , tra cui l‘Ypsigrock e il prestigioso South By Southwest Festival di Austin in Texas nel marzo del 2014. Il loro lavoro è un sapiente connubio musicale tra impatto indie-rock, echi afro-beat e substrato elettronico.

Surfing Gaza, esce per Malintenti Dischi il 30 settembre 2014 ed è un disco complesso, ricco di sovrapposizioni sonore, di ritmi synth assolutamente privi di fronzoli e di un uso della voce assolutamente originale, in alcuni brani ne viene fatto un uso corale antitetico all’ essenzialità delle basi ritmiche. A tratti i brani hanno quasi un sapore industrial che ricorda l’ultimo lavoro dei Portishead, a me ricordano anche i Broadcast, un gruppo che ebbe una certa notorietà negli anni ’90, che reinterpretava la psichedelia anni ’60.
Inoltre influenze medio orientali e il sapore del deserto si avvertono chiaramente.

Un piacere ascoltare roba simile, soprattutto pensando che sono Italiani. 

Il progetto, come dal titolo si evince, nasce in relazione agli accadimenti tra il 2013 e il 2014, relativi alla striscia di Gaza, conl’idea di utilizzare il surf, sport molto praticato nell’area, nonostante le bombe e le tensioni continue, come mezzo di superamento di un conflitto controverso e assurdo quanto basta e di avvicinamento tra le culture.

L’ispirazione arriva dal documentario GodWent Surfing with the Devil del regista Alexander Klein e dall’attività compiuta sul territorio dall’ ExploreCorps and Surfing 4 Peace, un circolo nato dall’ unione del Surf 4 Peace del leggendario surfista ebreo americano Dorian “Doc” Paskowitz e dell’organizzazione giovanile Esplora Corps del californiano Matthew Olsen, con lo scopo di unificare Israeliani e Palestinesi di Gaza sotto il segno del surfing.

Nonostante una certa durezza che a tratti esce dagli arrangiamenti, non è affatto un disco cupo, ha tratti leggeri e gioiosi inaspettati che si sposano poi molto bene con le parti più industrial, inoltre un uso frequente di leggere dissonanze, gli danno un sapore di modernità molto gustoso.
Resta comunque uno di quei lavori da riascoltare più volte per cogliere le tante sfumature e i tanti riferimenti musicali che contiene. Anche un certo suono sporco contribuisci a costruire l’originalità dell’opera.
Io sono già al settimo o ottavo ascolto e devo dire che ogni volta scopro cose nuove.
Lavoro davvero interessante e da mettersi nel lettore mp3 per portarli con se, perché sono adattissimi da ascoltare quando si è in movimento.

Registrato e mixato presso gli 800a Studios di Palermo dal sound engineer Francesco Vitaliti e masterizzato da HannesJaeckl presso la Home Vasoldsberg.
“L’unica volontà che avevamo sulla scrittura era quella di fare un disco che per primi noi avremmo voluto mettere sul piatto, in ascolto, a casa nostra”.

 

MINIGUIDA EMOTIVA PER L’ASCOLTO DI OGNI SINGOLO BRANO

1.Yuk: una bimba che guarda la sua città devastata dalle bombe, dall’alto di un dirupo… ritmi sostenuti, basi minimal, voce che crea un energia dinamica, assolutamente da ascoltare in movimento.. a piedi, in metro, sul treno.. il mio preferito

2.Walking On Stars: stelle che piovono dal cielo.. voce corale, morbidezza e sontuosità condite con leggere dissonanze.

3.Waves: onde del mare che ci nutrono.. ritmica sincopata ma elegantissima, adatto mentre si fa running.

4.Nowhere: le memorie remote.. voce malinconica, complesso tappeto ritmico, pieno di elegante speranza.

5.Surfin’ Gaza: gente che lascia i fucili sulla sabbia per andare in mare a surfare.. complesso e psichedelico, deserto e medio oriente.

6.Dovunque Altrove: alberi al plutonio, gente che per salvarsi dalla guerra aspetta le navi per andare su Giove.. ossessivamente costruito, forse il brano meno convincente di tutto l’album.

7.Nancy:una ragazza che vuole andare verso un nuovo amore.. brano fresco, con forse una voce corale troppo invadente..

8.Ahimana: un brano tutto strumentale.. convincentemente oscuro, un deserto di tipo psichedelico, il secondo brano che amo di più.

9.Atlantico: E’ la chiusa del disco e ogni cosa viene a galla come il vero suono degli strumenti.. questo sa di Portishead, duro ed industriale, bello.

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