“Primavera” di Fik y las Flores Molestas: recensione del nuovo album

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“Primavera”, il nuovo ambizioso progetto di Fik y las Flores Molestas, si propone come un viaggio eclettico attraverso un vasto panorama musicale, spaziando dal minimal alla cinematica, passando per surf, pop, afrobeat e terminando con accenti di hard rock quasi heavy metal. Composto da 10 tracce, l’album non solo si immerge in diverse atmosfere sonore, ma abbraccia anche temi di giustizia sociale e denuncia, rendendolo sia un’esperienza uditiva che emotivamente impegnativa.

The New Acid Blues si apre con un omaggio nostalgico al blues, rinfrescato da una moderna interpretazione jazzistica e arrangiamenti orchestrali. Questo pezzo serve come ponte tra il passato musicale di Fik e le nuove esplorazioni sonore dell’album.

Stranger è una potente narrazione autobiografica. La fusione tra il rap ispirato e una base funk rock minimale crea un’atmosfera intensa, evidenziando le lotte personali di Fik contro la malattia e come queste hanno plasmato la sua vita e la sua arte.

Discrimine porta l’album in un territorio più oscuro con la sua pesante base dubstep. La produzione di Fosco17 si fa sentire con forti influenze nel basso profondo e negli arrangiamenti elettronici, rendendo il brano un potente grido contro le ingiustizie sociali.

Africa Nera è un inno contro il razzismo, combinando elementi di afrobeat e rock. Il testo emotivo e la ricca musicalità invocano un senso di urgenza e di attivismo, spronando gli ascoltatori a non rimanere spettatori passivi.

Loophole si distingue per il suo approccio testuale unico e un ritmo che accenna alla disco music. Il testo dadaista e provocatorio si inserisce perfettamente nel contesto dell’album, spingendo i confini dell’espressione artistica di Fik.

Onda di Mare è probabilmente il pezzo più emozionante dell’album, un’opera che mescola samba, jazz e surf in un arrangiamento evocativo. La nostalgia e la malinconia del testo si uniscono alla musicalità per creare un’opera d’arte completa che promette un videoclip altrettanto coinvolgente.

Primavera, la title track, riassume perfettamente l’essenza dell’album: una lotta per la giustizia sociale e l’antirazzismo, mescolata a riferimenti autobiografici. Il blend di stili musicali, dal rock al surf alla bossa nova, dimostra la versatilità di Fik come musicista.

Tristano B. Goode offre un forte contrasto con il resto dell’album per le sue sonorità rock e dissonanze audaci. Il testo carico e la composizione in tempi dispari aggiungono una dimensione progressiva e quasi teatrale al brano.

Figaro, completamente strumentale, è un’espressione pura della chitarra di Fik. L’atmosfera contemplativa è amplificata dagli effetti di delay e dalla serenità meditativa dei suoni ambientali, creando un momento di pausa riflessiva all’interno dell’album.

Basket Case, la cover dei Green Day, è completamente trasformata. L’interpretazione di Fik porta il brano in una dimensione quasi blues, con una nuova disposizione strumentale che include una sezione di archi, conferendo al pezzo una freschezza sorprendente.

In conclusione, “Primavera” è un album che sfida le convenzioni e attraversa confini musicali e tematici con audacia. È un album che dimostra come la musica possa essere un potente veicolo di cambiamento sociale e personale.