“Per noi la musica è mezzo di espressione universale.” Una chiacchierata con il progetto Edifici

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“La Route Rouge” è il nuovo singolo di Edifici, interessante progetto composto da Nancy Luduena e Martina Prunotto. Alle due artiste non mancano talento e voglia di osare, ma anche la giusta serietà necessaria per progredire, crescere e salire di livello. Tutte ottime ragioni per intervistarle.

Benvenute. Presentatevi e parlateci del vostro progetto musicale Edifici. Quando e dove nasce?

Ciao a tutti! Siamo Martina Prunotto, chitarrista, e Nancy Luduena, batterista, entrambe compositrici. L’amore per la musica si è manifestato fin da piccole, infatti Martina ha cominciato a suonare la chitarra all’età di undici anni e io (Nancy) ho cominciato a suonare la batteria all’età di dodici. In seguito, la curiosità, ha portato entrambe a sperimentare diversi generi, a scrivere musica e a collaborare con tanti progetti diversi. Noi ci siamo conosciute da relativamente poco; era il 2020 e io ho notato il profilo Instagram di Martina, mi è piaciuto subito il suo modo di suonare e soprattutto il suo timing. Da lì, mettendo da parte la timidezza, le ho chiesto se volesse cominciare una collaborazione con me, siamo partite con un video corto (cover di Layla di Eric Clapton) e da lì abbiamo lavorato a ritmo costante fino a scrivere un album di inediti e ora un nuovo singolo.

Avete pubblicato il nuovo singolo “La Route Rouge”, nel quale cantate in francese di Mentone. Ce ne parlate?

Sappiamo che non è una scelta comune quella di scrivere una canzone in Francese. Non nego (Nancy) di aver avuto un po’ di paura nel farlo, non essendo io madrelingua ho dovuto lavorare tanto sul suono e la pronuncia delle parole. Allo stesso tempo era da tanto che volevo scrivere un brano che esprimesse a pieno il messaggio di un libro che ho scritto e che voglio pubblicare, la scelta della lingua Francese è anche dovuta alla storia della protagonista del libro. Martina ovviamente conosce già il contenuto del manoscritto e quando le ho proposto di scrivere una canzone a riguardo l’idea le è piaciuta subito e in poco meno di due mesi avevamo già finito di comporre e registrare.

Più in generale, per voi la musica ha confini nazionali o è un linguaggio che può e deve essere il più globale possibile?

Per noi la musica è un mezzo di espressione universale, meno confini ci sono, più velocemente scorrono le idee e i messaggi che si vogliono trasmettere. A noi piace lasciarci contaminare da diverse culture, sonorità e ambienti. Siamo alla continua ricerca di novità e nuove spezie musicali da provare.

Questo brano cos’ha di diverso rispetto a tutto quello che avete fatto in passato, anche da soliste?

Questo brano ci ricorda che allontanarsi non significa dimenticare, ma accettare le circostanze e i cambiamenti, ci ricorda che anche il dolore può darci l’ispirazione giusta per ripulire i pensieri tramite l’arte e ci ricorda che a volte bisogna alleggerire il proprio passato per maturare e godersi il presente. Dal punto di vista sonoro differisce per la scelta di mescolare i colori del Charango (strumento argentino, inusuale nel nostro continente) con la ritmica manouche della chitarra e delle spazzole sulla batteria.

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Dove vorreste arrivare con questa canzone? Vi siete prefissate obiettivi o avete lavorato di puro istinto?

In questo caso obiettivi e istinto lavorano di pari passo; nel senso che abbiamo lavorato seguendo un’ispirazione intuitiva ma puntando a far arrivare questo tipo di messaggio a chi dovesse averne bisogno. Speriamo che attiri l’attenzione di chi ha la necessità di riflettere sui temi detti prima.

Altri progetti in cantiere? Se sì, cosa potete spoilerarci?

Abbiamo un paio di brani inediti quasi pronti, possiamo anticipare che, come nostro solito, sono molto diversi dai precedenti e che saranno uno in italiano e uno in inglese. Speriamo di farli uscire entro Gennaio e che piacciano tanto quanto piacciono a noi.