OVERCARDANO: il rock combatte per l’ambiente

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Ci starebbe bene un gran video ufficiale di quelli in collaborazione con Green Peace come spesso accade. Gli Overcardano tornano con un singolo di rock classico, di quando anche l’Italia sfornava sonorità da belle routes americane. E loro, che scrivono in italiano, ci arrivano dritti al fegato e alle ossa con il romanticismo distorto di questa “Green Power”, un urlo e non un grido… stiamo rovinando questo mondo.

Vi rigiro la domanda: che cosa può fare oggi una canzone in ambito sociale?
La musica può fare una cosa sola ma importante: può fare da “megafono” facendo arrivare il messaggio ad un numero sempre maggior di persone attraverso il piacere che da l’ascoltare musica. Anche e soprattutto a tutti quelli che pensano che questo tema non li riguardi.
Un po’ come la “canzone del Maggio” di De André in cui parlava di coloro che di fronte alle rivendicazioni di quegli anni “giravano la testa dall’altra parte” ma che invece De Andre considerava “lo stesso tutti coinvolti”.
Ecco sul tema del clima siamo davvero “tutti coinvolti”, è una cosa che ci riguarda davvero molto da vicino. Nessuno si senta escluso. Soprattutto perché sembra che la gravità della situazione non sia realmente percepita. Si tutti conoscono il tema ma quanti hanno capito la gravità della situazione?

Ma, secondo voi, è responsabilità della canzone e del manifesto o della gente che deve accoglierlo? In altre parole, secondo me, la domanda non è “cosa può fare una canzone” … la domanda è: c’è ancora gente che vuole recepire e svegliarsi?
La risposta è diretta e semplice: Io sono convinto di si. L’importante è portarli a passare da una fase di semplice conoscenza ad una fase di consapevolezza del problema.
Noi stessi prima dell’estate scorsa eravamo a conoscenza del problema del clima impazzito ma non ne eravamo consapevoli. Conoscere una cosa ed esserne consapevoli sono due cose diversissime. Un po’ come la differenza che c’è tra sentire ed ascoltare, una persona che si racconta o anche una canzone. Tutti sentono una canzone ma pochi la ascoltano in tutte le sue sfaccettature. Guarda voglio fare una provocazione: tutti “sentono” la musica di una canzone ma pochi ne “ascoltano” il testo. Dici che esagero? Secondo me no!

Il rock, il punk… è questa la vera dimensione di protesta?
Diciamo in modo scherzoso che se alzi la voce o meglio il volume almeno in teoria dovrebbero sentirti meglio. Certo sto scherzando. Molto dipende non solo da cosa dici ma anche come lo dici. Questa è la lezione che mi proviene dai miei studi del mondo classico. Cicerone fu uno dei prima a scrivere di “comunicazione” che nel mondo antico si chiamava “retorica”. Già lui parlava di regole e di modi di comunicare migliori rispetto ad altri. Il suono rock o duro serve a “suonare una sveglia” soprattutto in relazione all’argomento. GREEN POWER ha l’obiettivo di dare una svegliata e per questo abbiano scelto un suono “dirompente”. In questo caso la forma di è adattata al contenuto. Il tema dell’ambiente è un tema impattante e la musica non poteva essere di minor impatto. Sembra una canzone Punk?? Per noi va bene, anzi benissimo!

E voi personalmente, sul tema ambientale, a parte la musica che cosa fate scendere in campo?
Noi come prima cosa ci siamo “svegliati”! Come dicevamo prima siamo diventati consapevoli del problema del clima. Abbiamo aperto gli occhi e la canzone GREEN POWER ha l’obiettivo di aiutare anche altre persone ad aprile gli occhi. Guarda che non c’è nessuna critica o polemica perché noi stessi siamo arrivati da poco. Ognuno arriva quando è pronto. Come nella vita: c’è chi parte prima e chi parte dopo, c’è chi è molto veloce e c’è chi è magari più lento. Io ancora conservo un testo dattilografato e mai stampato che si chiama “appunti di viaggio”. Nel testo si parla del “viaggio della vita” e dice esplicitamente che c’è chi parte giovane e c’è chi parte meno giovane, chi parte da solo oppure in compagnia ma l’importante è partire prima o poi!!