Nelle “Tasche Vuote” di Pintus abbiamo trovato la nuova canzone d’autore

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Francesco Pintus è un cantautore di quelli veri, che ad ogni nuova uscita regala conferme circa la “resistenza”, in Italia, di una certa canzone d’autore ben intenzionata a non livellarsi sulle richieste del pop ma ad adattarsi, senza perdere d’identità, ad un linguaggio che possa “snicchiare” il genere senza fraintenderlo.

“Tasche Vuote”, in tal senso, è forse fin qui il brano che più di ogni altro rappresenta la sintesi di tale processo, spianando la strada ad un disco d’esordio che di certo non passerà inosservato (almeno, noi di Onde Indiependenti di certo ne parleremo!). “Fuori Fase”, il singolo più pop di Pintus, era stato seguito mesi fa da “Erisimo”, brano che invece concentra lo sguardo su un afflato più intimista e se vogliamo “nascosto”: ora, “Tasche vuote” riprende l’appeal del ritornello pop senza però perdere di vista quello spunto introspettivo che determina la cifra stilistica di Pintus.

Il brano diventa una riflessione su tante cose: dalla contemporaneità del singolo all’emotività di tutti, senza precludersi una stoccata finale alla dilagante “tecnocrazia dei sentimenti”, che sta rendendoci tutti sempre più incapaci di rialzare lo sguardo dalla prospettiva limitata dei nostri smartphone.

Insomma, un ottimo ritorno per un’acquolina che sale sempre più, in attesa di un disco d’esordio che – ne siamo certi – sarà all’altezza delle aspettative.