Nella palla di vetro di Nube, con un Gucci originale

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Convincente, ipnotico e sensuale il nuovo singolo di Nube, che dopo aver spolverato durante l’estate il mood dance lo ripropone in una veste che dimostra una crescita graduale e sempre più incline a svincolarsi dai riferimenti di genere e maestri di scrittura: se in “Come un film di Wes” e “Dejavu” si avvertiva ancora un certo debito verso la scuola mainstream, in “Boule a neige” il talento scuola Revubs Dischi si affranca dai porti sicuri e si lancia in una ballad nostalgica – in pieno stile bedroom pop – che affascina sin da primo ascolto.

La produzione si muove su sonorità a metà tra techno e psichedelica, grazie ad una robusta struttura ritmica che non uccide tuttavia il sentimental mood delle strofe, per poi esplodere in un ritornello che diventa fin da subito ossessivo. La scrittura di Nube, per noi che lo seguiamo sin dal primo singolo, sembra essere intenzionata a crescere sempre più in qualità poetica e scelte immaginifiche, dando ulteriori sicurezze sul talento dell’artista.

Nota di merito, poi, per la solita curatissima attenzione destinata alla componente visual: Nube lavora con un team evidentemente ispirato sotto tutti i punti di vista, e la copertina di “Boule a neige” ne è la conferma. La storia legata all’abito indossato è davvero da romanzo: il capo è infatti un regalo di Rodolfo Gucci (sì, avete letto bene) al nonno dell’artista, che lo indossò in occasione delle sue nozze. Insomma, una storia non da poco!

Ora, però, non resta che aspettarci un album.