Nel “Mondo Virtuale” di Federico Cacciatori (che virtuale non è affatto)

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Premettiamo a questa recensione che, noi di Onde Indiependenti, abbiamo sempre orecchie aperte su tutto ciò che riteniamo aver valore, anche quando si distacca dalle nostre “comfort zone”: ecco perché, al primo “play” di “Mondo Virtuale”, il nuovo singolo di Federico Cacciatori (nome già conosciuto ai lettori della nostra rivista) abbiamo strabuzzato gli occhi, aspettandoci dal compositore toscano qualcosa che fosse in linea con quel nu-classic crossover che aveva già attirato la nostra attenzione in precedenza.

Bene, non c’è nulla di meglio che stupirsi ad ogni nuova uscita e Federico evidentemente sapeva bene che la reazione del settore sarebbe potuta essere questa: te lo aspetteresti, da Cacciatori, un brano che ammicca palesemente all’elettronica da dancefloor, con spunti e sonorità che non possono che ricordare la techno di inizio duemila? Beh, noi no. Ed è per questo che il brano ci è piaciuto, eccome: volando ben lontano dalle proprie sicurezze musicali, Cacciatori ricorda ad addetti e pubblico che il nuovo, come sempre, è ciò che non ti aspetti: e allora le ritmiche incalzanti di “Mondo Virtuale”, intelaiandosi con le trame di sintetizzatori a metà tra Guetta e Cosmo, restituiscono al brano la compattezza di una disco-hit con tutti i crismi giusti per diventare tormentone – sicuramente, per far muovere il basso ventre.

La scelta dei suoni, certamente, convince molto più che nelle precedenti uscite: la scelta di macchine giuste ha aiutato di certo “Mondo Virtuale” a godere di quello spessore “timbrico” che più volte abbiamo lamentato mancare nelle precedenti pubblicazioni di Federico. Insomma, non solo un passo avanti a livello di “sonorità”, ma anche un “upgrade” a livello di “identità” personale che conferisce al tutto la dimensione di una conferma circa l’estro di un compositore in crescita, che continuiamo a seguire assai volentieri.