Monroe: intervista alla band per l’uscita del singolo “Via col Vento”

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I Monroe sono emersi nel 2020, in piena pandemia, quando i quattro membri della band iniziarono a scambiarsi testi, melodie e riff di chitarra o pianoforte, che diventarono la base per i loro brani musicali. Le idee viaggiavano per e-mail tra Viareggio, Lucca e Pistoia, la distanza e l’impossibilità di incontrarsi non hanno fermato l’esplosività della loro musica. La band attinge da un ampio spettro di influenze musicali, spaziando dal pop, al synthpop, al rock elettronico. Tra le loro ispirazioni si annoverano i Coldplay, i Muse e gli italiani Negramaro e Subsonica elementi tutti integrati nel loro bagaglio culturale.
I compositori del gruppo, Alessandro Dania al basso e Demetrio Zini alla chitarra, vantano una solida esperienza in diverse cover e tribute band con più di 200 live sulle spalle. A loro si unisce il frontman Marco Andreotti, che dopo la sua partecipazione a The Voice nel 2015, ha perseguito una carriera dal vivo in vari club italiani. Completano la formazione il batterista e autore Stefano Grotti, che prima di unirsi al gruppo aveva pubblicato due raccolte letterarie, nel 2006 e nel 2008, con un focus sulle tematiche dell’amore e del legame con il passato nella società moderna.

Nel vostro singolo “Via col Vento”, avete menzionato il concetto di sentirsi fuori luogo nell’era moderna. Come pensate che la musica possa aiutare le persone a navigare in queste sensazioni di alienazione o disconnessione?
La tecnologia ci ha portato ad una disconnessione quasi totale dal senso di realtà. Basta vedere l’impatto che l’industria delle fake news ha sulle popolazioni occidentali. Ed i social contribuiscono più di tutti ad alienarci dalla realtà. La musica può far tornare ad unire le persone: basti pensare ad un evento live: migliaia di persone radunate insieme a cantare insieme le stesse canzoni all’unisono.

Il processo creativo può essere tanto gratificante quanto esigente. Qual è stato il momento più difficile nella creazione di “Via col Vento” e come avete superato tale sfida?
Quando ci siamo resi conto che la prima versione non funzionava. Sì, era carina, ma tradiva il senso di spensieratezza che volevano comunicare le parole. Così abbiamo in pratica coverizzato un nostro stesso brano e reinterpretato praticamente daccapo!

Ogni band ha una dinamica unica. Come descrivereste la dinamica interna dei Monroe? C’è un leader chiaro o la leadership ruota a seconda del progetto?
Non c’è un leader vero e proprio. Ognuno di noi cerca di dare il proprio contributo alla realizzazione del progetto. E come in tutti i gruppi si ride, si scherza ma ci sono anche i momenti in cui ci scanniamo per poi tornare a ridere e scherzare di nuovo.

Avete iniziato la vostra attività musicale scambiandovi idee a distanza. Ora che le restrizioni sono allentate, come è cambiato il vostro metodo di collaborazione?
In realtà una cosa è rimasta inalterata per adesso: abitando in diverse città, siamo costretti a collaborare ai progetti sempre a distanza ma finalmente abbiamo il tempo e la possibilità di ritrovarci in sala per collaudare il progetto e renderlo più amalgamato.

State considerando il rilascio di ulteriori singoli o video musicali nei prossimi mesi?
Assolutamente. Nel corso dell’estate pubblicheremo un secondo singolo, ma in progetto ce ne saranno altri fino alla pubblicazione dell’album.