Moniè ci porta oltre i limiti con la sua incredibile voce

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Una voce potente, impossibile da dimenticare. Un singolo riuscitissimo dal titolo “That’s my soul” e dal sapore black. Con queste due armi, tanto potenti quanto provvidenziali, Moniè abbatte i limiti e ci porta al centro del suo spirito. Ecco la nostra chiacchierata con la giovane artista.

Benvenuta su Onde Indiependenti, Moniè. Partiamo da te: classe 1995, ti avvicini al canto a 10 anni. Cosa ti ha spinto a farlo? 
Ciao a tutti, beh sicuramente l’ amore di mia Madre verso la musica mi ha permesso di crescere in un ambiente capace di travolgermi e spingermi alla ricerca della mia voce, della mia anima. Avevo il forte bisogno di esprimermi, di aprirmi al mondo. Nelle difficoltà il canto è stata la cura, una vera e propria liberazione. Ho un intelligenza emotiva. Empatizzo tanto e con il tempo ho imparato ad incanalare l’empatia in qualcosa di produttivo, unico!
Sicuramente una vita “crossover”: negli studi spazi dal pop alla lirica, nella vita lasci l’Italia per trasferirti a Londra e poi ritornare. Quanto conta, per te, non avere barriere?
Non avere barriere per me è il segreto della vita. In certe cose sono davvero una testa calda. Quando scappai a Londra tutti dicevano che non avrei resistito nemmeno due mesi e alla fine sono rimasta cinque anni. Ho sempre voluto sfidarmi e conoscere i miei limiti e questo mi ha permesso di conoscermi e confrontarmi con me stessa e con il Mondo.
Il risultato di tutto questo lo si sente forte e chiaro in “That’s my soul”, tuo nuovo singolo. Cosa canti in questo brano?
In That’s my Soul canto la mia liberazione. Una lettera al diavolo, una lettera a me stessa. Mi sono guardata negli occhi e nell’ oscurità  ho riconosciuto  la mia anima, c’ho fatto pace e  siamo diventate una cosa sola. Il fuoco, le fiamme, il dolore e la rinascita.
Filosofia, alchimia… in “That’s my soul” prendi spunto da tematiche arcaicamente nobili. Dove nasce la tua passione per certe materie?
Quando frequentavo il Liceo Artistico la mia materia preferita era Filosofia. Amavo il ” tutto scorre ” di Eraclito. A scuola ero un diavoletto , ma quando c’era filosofia riuscivo a stare in silenzio due ore intere. Ma la mia passione è soprattutto per l’ Alchimia. Ho voluto conoscere e scoprire. Sono uno spirito libero legato alla terra al fuoco ai fiumi e all’ aria.

E l’amore per le sonorità black?
Già da piccola ero innamorata del Gospel, del Soul. Ray Charles , Nina Simone, Marvin Gaye. A 10 anni mi chiamavano “la piccola Ree” soprannome di Aretha Franklin colei che per me è stata ispirazione nella mia crescita musicale. Non mi sono mai data un blocco nella musica, ho sempre spaziato di genere in genere anche nell’ ascolto.
Moniè sul palco: hai già in mente che tipo di show metterai in scena dal vivo?
Ne vedrete delle belle, per ora vi dico soltanto che il fuoco sarà uno degli elementi che non potrà mai mancare sul palco.