McMao: Management del dolore post- operatorio

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Scritto da Angela Mingoni


Chi già aveva avuto l’occasione di ascoltare La pasticca blu non può non aver capito quanto potesse essere allucinato il Management del Dolore Post – Operatorio.
La conferma appare chiara in McMao, una critica feroce contro la società delle apparenze in cui, come recita Oggi chi sono, io sono solo ciò che indosso.
La tattica dell’invettiva accomuna la maggior parte dei brani che alternano sound più leggeri, se pensiamo a   Coccodè, ad atmosfere più pesanti come in Hanno ucciso un drogato.
Uno strappo alla regola fa la sua comparsa quasi sul finale del disco, l’ironia grottesca viene per qualche minuto messa in disparte per dare risalto a Requiem per una madre; mi fanno schifo le cose belle se lei non le può vedere più, la tristezza del figlio che abbandona la voglia di godere della vita.
La cornice in cui vengono inseriti i testi è quella dell’electropop, ciò che si ottiene è quindi un potente intreccio tra suoni sintetici e melodie più o meno orecchiabili, di cui ritroviamo i migliori esempi in Fragole buone buone e La scuola cimiteriale. Quest’ultimo è titolo del brano d’apertura che fa esplodere nelle orecchie chitarre selvagge e la voce che si lascia apprezzare ma che non canta, piuttosto racconta. Essa parla all’ascoltatore senza mezzi termini, e si sobbarca l’arduo compito di farsi portavoce di chiunque sopravviva in questo periodo storico.
McMao è esattamente come uno se lo aspetta: irriverente e politicamente scorretto.
Ad alimentare l’aspettativa  che aleggia attorno al lavoro dei quattro di Lanciano è di sicuro l’ottima la scelta dei brani estratti e proposti al pubblico:
Il Cinematografo e James Douglas Morrison (aggiungendo La Pasticca Blu già menzionato in precedenza). Singoli entrambi orecchiabili quanto basta, entrambi facili da ricordare, ma caratterizzati da sonorità diverse a dimostrare quanto la band riesca ad essere eclettica.
Non si deve però gridare al genio, perché se è vero che il lavoro è coraggioso e spregiudicato, d’altra parte non siamo di fronte ad un album che farà la storia.
Il Management del Dolore Post – Operatorio cavalca l’onda della popolarità di cui gode in questi anni con un certo stile, ma questo fuoco potrebbe essere destinato a spegnersi.

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