May Rei ci parla di ‘It’s All About Phases’ e della sua musica

101

Ciao! Felici di averti qui con noi. Prima di parlare del tuo nuovo lavoro, qualche curiosità. Da cosa nasce la tua passione per la musica?

Ciao ragazzi! Il piacere è tutto mio. Sin da bambina ho ascoltato sempre tanta musica grazie alla mia famiglia. Contemplavo i vinili invece di giocare con le bambole. Mi divertivo a girare i pomelli dello stereo, a mettere su i vinili e ballare. Avevo 5 anni e la musica, oltre alla scuola e alla mia famiglia, era tutta la mia vita. È nato tutto lì.

Ed eccoci a ‘It’s All About Phases’. Terzo album. Lo spunto dei brani di questo album è da ricercare nella tua vita?

Tutto quello che creo nasce dal mio mondo interiore, dalla mia immaginazione, ma anche da quello che mi circonda. Il titolo rimanda alle fasi di produzione dell’album, alle mie fasi di crescita musicale – l’album è decisamente più maturo rispetto al primo – ma non solo. Per me è davvero tutta una questione di fasi. Vivo la vita come tappe e la musica ne riflette i passaggi. Tra finzione e realtà, racconto storie con le loro delusioni, decisioni o indecisioni. È un album che raccoglie eventi, memorie, e che infine si chiude come in un cerchio.

Qual è il filo conduttore tra i brani dell’album?

L ́album racconta di fasi della vita in cui siamo chiamati a decidere. In Pandora si abbandona ogni speranza; in Laura – un amore tra due donne – ci si dichiara; in Akku Leer parlo della mia doppia vita, ma rimanda anche al fenomeno della great resignation che stiamo vivendo dopo la pandemia. Sono fasi della vita, della storia, alcune più mistiche, alcune più ottimiste, alcune pessimiste come in Super-GAU dove invece vi è il nulla dopo la catastrofe – l’emergenza climatica come conseguenza del capitalismo. Le fasi sono anche generazionali come in Gen X. Sono una degli ultimissimi nati di quella generazione e sono cresciuta tra Gen Xers e Boomers. Parlo di una generazione che cerca indipendenza e libertà (come per esempio decidere di vivere childfree, di viaggiare verso nuove culture, di non cercare a tutti i costi il posto fisso).

‘It’s All About Phases’ è un connubio di generi e suoni. Quale artista/band ha influenzato il tuo lavoro?

Sinceramente, piú che artisti o band, sono i generi ad influenzarmi. Dal prog rock alla world music, dall’electronica più minimal al trip hop, dalla dance all’alt-pop, mi piace sperimentare nuove sonorità che in qualche modo rievocano delle emozioni che quei generi hanno generato in me e che poi daranno carattere alla mia traccia. Sogno ancora la musica del passato, ma ho anche la mente molto aperta verso il futuro. È così che nella mia testa creo un mio mondo, creo la mia band; penso all’insieme degli elementi in una traccia cercando di mantenerne l’autenticità e di seguire un mio stile. Per il progetto May Rei mi considero molto più compositrice e produttrice che cantante. In quanto tale, mi piace più sorprendermi e sfogare la mia creatività che seguire e fossilizzarmi su uno stile ben preciso.

La musica è certamente un viaggio interiore. Ci racconti qualcosa della tua avventura musicale fin qui? Un aneddoto per esempio.

Ho sempre ascoltato tantissima musica. Poi è arrivata la passione per il canto e da qui la collaborazione con alcune band. Ma è nel 2014 che comincia l’avventura che cambierà totalmente il mio approccio con la musica, ovvero la mia passione per i sintetizzatori e per la musica elettronica. Mi si apre un nuovo mondo tutto da scoprire. Ha inizio una nuova fase. Compro una Roland di seconda mano, poi un Korg MS20 mini. La curiosità mi spinge persino ad assemblare un kit DIY del PreenFM2. Comincio così a comporre musica in ambiente digitale ed infine a realizzare tutte le mie produzioni.

Siamo ai saluti. Quali sono i progetti per il prossimo futuro? Grazie ancora per essere stata qui con noi!

In questi ultimi mesi, oltre alla produzione dell’album, sono nati altri progetti con alcuni artisti. Uno tra questi è Behzadd Gholami, ballerino e coreografo iraniano di danza contemporanea, Butoh e teatro fisico. Per una sua performance teatrale avente come tema l ́alienazione nelle relazioni sociali, sto realizzando una composizione musicale. In questi giorni riprendono anche i lavori con il mio duo, Hertzen, secondo progetto che porto avanti con il compositore e produttore Marcelo Dias/Self. Ci saranno sorprese subito dopo l’estate.Fuori dall’ambito musicale, invece, continuano le riprese per una serie d’azione girata qui in Germania in cui mi è stato affidato un ruolo molto avvincente. Nel frattempo, si concretizza la possibilità di esibirmi dal vivo nel mese di luglio qui in Germania. Speriamo arrivino altre date e soprattutto speriamo di divertirci. Grazie a voi per l’intervista!