MAY GRAY… ROCK SEMPLICE, DIRETTO E POTENTE

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MAY GRAY

Presentano

RITORNO AL SERENO

Manitalab / Private Stanze

May Gray. Un modo di dire californiano, che non necessita di traduzione, riferito a quel periodo

dell’anno in cui il grigio prevale sul consueto sole accecante. Un po’ come dire che puoi sognare la West Coast, ma alla fine stare in Emilia non è che sia poi molto diverso. Certo, come no. E allora la band, con la loro musica piena di energia e briosa, cerca di colmare questo gap. La formula per farlo è semplice. Power trio, rock massiccio cantato in italiano, con una venerazione per i Foo Fighters e il rock anni ’90. Risultato? pezzi immediati, ritornelli orecchiabili e melodie pop.

Come definiresti con quattro aggettivi la tua/vostra musica?

Crediamo ne basti uno solo: potente. Il nostro punto di forza è infatti l’energia che cerchiamo di mettere nelle esibizioni live!

Come si intitola la tua/vostra ultima fatica discografica e come è stato il percorso di produzione della stessa?

Il nostro secondo disco si chiamerà “Ritorno al sereno” ed uscirà il 26 gennaio per “Private stanze”, “Manita dischi” e “Lunatik”. La strada è stata lunga! Ad inizio 2017 c’è stato un cambio di formazione che ha portato alla sostituzione di tutti i componenti al di fuori di Paolo (Voce e chitarra) e questo ha rallentato la stesura dei nuovi brani. Nonostante ciò dopo mesi di prove siamo entrati in contatto con Davide Cristiani dello studio di registrazione “Bombanella Soundscapes” per la registrazione di batterie e bassi, con “La Clinica Dischi” per le chitarre e con Matteo Pontegavelli del “P-Hayloft Studio” per le voci. I mix sono ad opera di Dino Gervasoni del “341 Production Studio” ed i Mastering sono stati ultimati sempre presso il Bombanella Soundscapes. È un album “Frankenstein” ma siamo davvero soddisfatti del risultato e non vediamo l’ora di farvelo sentire dal vivo!

Se ti chiedessi quanta gente “mi porti” ad un tuo concerto, come reagiresti?

Risponderemmo che il nostro compito è quello di intrattenere il pubblico del locale, non di fare da apripista! Un locale deve avere già di per sè una clientela. Certamente richiamiamo del pubblico, ma questo non deve essere un fattore fondamentale nella scelta della band da fare esibire. Se un pub si riduce a fare queste domande probabilmente dovrebbe essere il primo a farsene!

Quanto sono importanti i social per la tua/vostra musica?

I social sono fondamentali. Ogni artista è in grado di far arrivare la propria musica a migliaia di persone con un semplice click. Senza questi sarebbe molto più difficile farsi notare e fare sapere al “Popolo social” quali sono i prossimi concerti, le prossime recensioni e, in generale, le prossime proposte che abbiamo preparato.

A quanti concerti di musica di altri artisti indie sei stato negli ultimi sei mesi e cosa ne pensi dell’underground indipendente?

Solo a quello dei “Canova”. Però abbiamo partecipato a diversi concerti di band che fanno parte della nostra realtà locale. Con alcune di queste abbiamo anche condiviso il palco. È stato davvero stimolante avere a che fare con ragazzi coetanei che si sforzano ogni giorno per riuscire a trovare posti dove potersi esprimere e dove poter farsi ascoltare. È quello che, nel nostro piccolo, cerchiamo di fare anche noi! Per quanto riguarda la musica indie italiana siamo d’accordo con Manuel Agnelli quando dice che non esiste più musica di questo tipo, nè nei contenuti nè nell’attitudine.