Massimo Iacobacci presenta  il nuovo Ep; Lotus Flowers

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Massimo Iacobacci presenta  il nuovo Ep; Lotus Flowers

(04011 Records)

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Lotus Flowers

 

Seppur in continuità al percorso di brani inediti strumentali intrapreso con il precedente lavoro “Sinfonia Incalzante”, il pianista e fisarmonicista Massimo Iacobacci, con il nuovo EP “Lotus Flowers” ha voluto aggiungere sonorità e diverse atmosfere rispetto a quelle comunque accattivanti del primo lavoro. Nell’EP Lotus Flowers saranno ascoltabili atmosfere più intime, molto più vicine a sonorità latine, dove il gusto musicale del compositore Massimo Iacobacci si è stato arricchito di una fisarmonica da lui suonata nei brani Lotus Flowers (che da il titolo all’EP) , oltre che nel seducente tango Heart in my hands. Quattro inediti da ascoltare in cuffia, nel silenzio assoluto, con occhi chiusi. Un turbinio di emozioni, intensità musicali crescenti per tutta la durata dei brani, arrangiamenti mai scontati, mai ripetitivi, ma sempre pronti a darvi qualcosa in più rispetto al momento precedente. Un ringraziamento particolare va ad Andrea Palumbo e la 04011 Records per la partecipazione alla composizione ed agli arrangiamenti di questo meraviglioso lavoro, nuovo inizio del compositore Massimo Iacobacci, un nuovo percorso musicale che riserverà sempre più strabilianti sorprese.

 

Massimo Iacobacci (Bio)

 

FORMAZIONE MUSICALE E COLLABORAZIONI

All’età di 9 anni inizia il percorso musicale studiando fisarmonica con il maestro Romeo Brandani, nel 1980 (all’età di 14 anni) prosegue gli studi musicali presso il Conservatorio “S.Cecilia” sezione distaccata di Latina dove frequenta il corso di Violoncello oltre a Pianoforte complementare. Nel periodo che va dal 1980 al 1985 integra la sua formazione musicale seguendo corsi di perfezionamento, principalmente presso il Castello Caetani di Sermoneta, con Maestri di fama internazionale come Andrè Navarra e Goffredo Petrassi. Dal 1985 inizia un nuovo percorso di studi musicali orientato al Blues & Jazz, che diventano i generi predominanti in tutta la sua attività musicale successiva, fino al giorno d’oggi. Nel corso degli anni ha sempre dedicato tempo alla composizione musicale, collaborando con vari autori tra i quali Ernesto Mancuso, Raffaele De Vito e Stefano Gazzi, spaziando su vari generi musicali tra i quali : musica folk, canti panteschi, blues, swing, musica leggera. Questa attività compositiva si è concretizzata in maniera significativa nell’ultimo periodo. Dapprima con la collaborazione con la cantautrice Clorinda, con la quale ha portato avanti 2 progetti discografici in featuring, costituiti da brani strumentali per Piano ed archi (Sinfonia Incalzante), da canzoni dalle sonorità latin/jazz/swing (Jazz Novilunion) ed un CD firmato “Clorinda” in qualità di compositore musicale ed arrangiatore. A seguire con la stretta collaborazione con il producer Andrea Palumbo e la 04011 Records, partecipazione come musicista a lavori discografici di Alessandro Pirolli e nel progetto ControOgniDroga, oltre alla forte collaborazione in termini di composizione e produzione con il cantautore romano Fabio Senna.

 

 

 

L’INTERVISTA

 

 

Ritorno alla formula strumentale come nel primo ep.. quali sono le differenze tra Lotus Flowers e Sinfonia incalzante?

Si, nel secondo semestre ha prevalso la voglia di portare avanti il progetto strumentale iniziato con Sinfonia Incalzante. Un percorso che, a prescindere da Lotus Flowers, avrà ancora tante belle e nuove sorprese.

La produzione e pubblicazione di Lotus Flowers ha avuto due fattori trainanti, il primo è stato quello di voler inserire la fisarmonica, strumento con il quale è iniziato il mio percorso musicale all’età di 9 anni, il secondo quello di voler sperimentare, grazie all’utilizzo della fisarmonica, sonorità ed atmosfere più latine e passionali.

Tutto nasce al piano giusto?

I miei brani strumentali nascono naturalmente al pianoforte, anche se in questo EP il brano Lotus Flowers ha avuto una genesi dalla fisarmonica. Mentre le mie canzoni possono nascere indipendentemente dal pianoforte, dalla fisarmonica o anche dalla chitarra.

Sei polistrumentista?

Si, il mio strumento principale è il pianoforte ma suono ed ho suonato egregiamente anche la fisarmonica ed il violoncello, oltre ad avere formazione di base sulla chitarra, tromba e basso tuba.

Come definiresti lo stile di questo ep?

Ad essere sincero non riesco a definire lo stile di questi brani, c’è sicuramente voglia di sperimentare sonorità nuove e di rispolverare la fisarmonica, realizzando ad esempio musiche di stampo classico, con influenze latine/jazzy, ma che starebbero bene anche come colonne sonore per film. Non compongo a comando, tantomeno seguendo schemi e/o generi, ma seguo il cuore e la mia grande passione per la musica, mettendo le mani sullo strumento e sussurrando loro “andate dove vi porta il cuore”. Brano emblematico da questo punto di vista è “Heart in my hands”.

Qual è il tuo obiettivo principale quando scrivi un pezzo?

Obiettivo principale è quello di soddisfare innanzitutto il mio palato, quello che compongo deve trasmettermi emozioni positive perché se così è, allora sono certo che quelle stesse sensazioni avrò possibilità di trasmetterle anche all’ascoltatore. Cerco di far crescere il brano pian piano, con l’obiettivo di far rimanere l’ascoltatore tale fino alla fine del brano, grazie a questi sussulti emozionali intermedi. E nell’era dell’ascolto di 30 secondi medi, sarebbe un grande successo!!!!

Com’è la situazione per suonare nei circuiti jazz? Intasata e con poche possibilità come nella scena rock/indie?

Il circuito è sempre più con poche possibilità, ma non per il proliferare di formazioni jazz bensì per la forte diminuzione di locali con questo imprinting. Numerosi locali, storicamente votati al jazz e dove eri certo di trovare dell’ottima musica, si sono purtroppo convertiti alle tribute band. Ovviamente tutto ciò per ragioni esclusivamente economiche e commerciali, un vero peccato. Di certo la cultura jazz, dal punto di vista dei live, è in forte diminuzione rispetto a 10/15 anni fa.

Cosa pensi dei meccanismi ormai consolidati per farsi notare nella scena musicale, ovvero l’utilizzo dei social e di spotify?

Totalmente in disaccordo, vorrei tanto che si tornasse ad una sana competizione live, dove possano emergere veramente le qualità e la preparazione degli artisti. Ormai in questo mondo social tutto è acquistabile, anche il successo, è questo è un danno per chi la musica l’ha studiata veramente e la fa con qualità, e non ha nessuna possibilità o voglia di cedere a tali meccanismi. L’unica consolazione è che la visibilità “fintamente” ottenuta ha durata breve, gli artisti eterni infatti sono di altre epoche. Voglio citare a tal proposito parti di un post del mio amico pianista Francesco Carlesi, che riportava : “Se si vuole rivalutare la musica nella sua essenza più profonda, bisogna lavorare moltissimo sui giovani e strapparli alla banalità della bruttezza di tutti quei prodotti di massa che vengono imposti dai media. Soprattutto bisogna ridimensionare l’importanza  dell’immagine dell’artista (o presunto tale) e separarla da ciò che produce. La musica, fino a prova contraria, dovrebbe essere qualcosa che si ascolta e non che si guarda.”. Questo concetto mi trova pienamente d’accordo.

Hai già altri progetti nel cassetto per il 2023?

Per il prossimo anno ho in previsione svariati progetti, tra i quali consolidare la collaborazione musicale con Fabio Senna, produrre un ulteriore EP strumentale nel primo semestre 2023, organizzare un grande concerto con orchestra, per presentare tutti i miei lavori strumentali, curandone personalmente gli arrangiamenti orchestrali.

Inoltre, ho un sogno nel cassetto, che salute permettendo farò di tutto per realizzarlo. Vorrei poter mettere la mia firma sulla colonna sonora di un film che racconti il mio percorso musicale con Ernesto, Il mio “cantante”, quello che prima di essere un grande artista è stato un grande uomo, una guida per me, musicalmente ed umanamente, l’ultima persona che meritava di salire in cielo. Il suo male incurabile ci ha separati, il mio male incurabile mi darà la possibilità di poterlo riabbracciare. Nel frattempo mi godo le emozioni che la musica ancora mi regala, oltre che l’amore ed il supporto della mia famiglia, senza dei quali nulla avrebbe senso.