Massimiliano Cremona – “mi ispiro a me stesso, al mio modo di reagire al mondo”

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Chi sei? Descriviti brevemente e parlaci del tuo progetto musicale….

Divido la mia vita tra musica, escursionismo (sono guida ambientale escursionistica) e cultura (ho una laurea in beni culturali e lavoro nel settore dei musei). Dopo anni di esperienza come chitarrista elettrico in ambito rock ho sentito la necessità di dare voce e spazio a una dimensione più intima e personale.

Da quanto tempo suoni? Perché hai scelto la canzone d’autore?

Suono la chitarra da circa 27 anni, ma canto da molti meno, da circa 7 anni. Il cantautorato non è stata una scelta ragionata, ma un’esigenza nata spontaneamente, quella che in questa fase matura della mia vita riproduce il mio sentire nella maniera più fedele possibile.

Come ti sei appassionato alla musica?

Da quando ho 18 anni la musica è l’attività – sia da fruitore che da esecutore – che mi coinvolge a livello più viscerale. E’ anche una forma di auto-terapia se vogliamo, è il modo più semplice e diretto con cui riesco a esprimere ciò che, ad esempio, mi turba.

Qualche aneddoto, episodio particolare che vorresti raccontarci?

Mah, diciamo che mi ritrovo abbastanza bene nelle parole di Bruno Lauzi, che alla domanda “Perché scrivi canzoni tristi?” rispondeva “Perché quando sono allegro, esco”.

Descrivi la tua musica con 3 parole….

Emotiva, terapeutica, verbale.

A cosa ti ispiri per scrivere le canzoni e quali sono i tuoi riferimenti musicali?

Beh, mi ispiro a me stesso, al mio modo di reagire al mondo, sono sempre i miei sentimenti il motore delle mie canzoni. Non amo i grandi temi – il sociale, la guerra, la politica, ecc. – sono molto lontano dal cliché anni settanta del cantautore intellettuale o impegnato politicamente. Intendo la musica come un fatto privato, per cui mi appassionano i moti dell’animo, ciò che muove il singolo, al massimo le relazioni tra due persone. I miei riferimenti musicali, nel tempo, sono stati l’hard rock anni settanta (Led Zeppelin, Black Sabbath), il rock alternativo italiano (Aftehrhours), un certo tipo di cantautorato (Paolo Benvegnù, Niccolò Fabi, Daniele Silvestri).

Puoi presentare ai nostri lettori il tuo ultimo album?

“Isolante” è ispirato alla Casa Museo Andrea Ruffoni sull’Isola dei Pescatori ed è legato al periodo pandemico, è stato registrato a distanza (io a Verbania, il produttore artistico Marco Kiri Chierichetti a Verbania) ed è stato sostenuto da una felicissima campagna di crowdfunding. Contiene anche temi scomodi, ma è musicalmente melodico e fruibile.

Quale delle canzoni dell’album ti rappresenta di più?

“Incastellato”, sia per la tematica di chiusura nei confronti del mondo esterno, sia per la dinamica emotiva, l’alternanza tra piano e forte.

Che messaggio o messaggi vuoi trasmettere con la tua musica?

Magari è banale da dire, ma il desiderio è semplicemente esprimere me stesso. E ciò significa anche tirare fuori temi e sentimenti che mal si adattano alla cultura dominante dello svago e dell’intrattenimento.

Essere emergenti ora. Che Italia discografica ti trovi davanti?

Non posso ritenermi un “emergente”, sia perché ho 46 anni sia perché non mi sento collocato in una dimensione dalla quale voglio emergere per tendere ad un’altra. Sono sempre stato ben poco ambizioso, anzi, la mia vera ambizione è sempre stata quella di essere il più fedele e aderente possibile al mio sentire. E’ quindi un discorso molto personale e abbastanza svincolato dai risultati esterni. Anzi, sono sempre stato affascinato dagli artisti “di nicchia” e forse la mia ambizione è essere o diventare uno di loro. Non ho una conoscenza reale del mondo discografico italiano, assisto alla dissoluzione dell’oggetto “disco” e mi sembra che una delle poche strade reali da perseguire sia la musica dal vivo.

Puoi anticiparci qualcosa sui tuoi prossimi progetti musicali?

Nelle prossime settimane ci aspettano concerti, pubblici e privati, a Milano, Passignano sul Trasimeno, Perugia e Roma. Attualmente ho anche il desiderio di approfondire un po’ la teoria degli accordi e magari raggiungere una maggiore consapevolezza nella costruzione armonica delle mie future canzoni.