Manuela Ciunna: “Collaborare con Fabrizio Bosso è stato un grande regalo”

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Vicè” feat. Fabrizio Bosso è il nuovo singolo di Manuela Ciunna (Maqueta Records): il brano accompagna l’uscita dell’album “’Nzuccarata”, che è un omaggio alla Sicilia, terra di origine della musicista augustana.

Dopo aver approfondito il linguaggio jazz e la pubblicazione di due dischi dedicati alla cultura brasiliana, adesso Manuela indaga sui suoni e la lingua della sua terra e reinterpreta alcuni dei brani più noti nella tradizione della canzone popolare siciliana. Nasce così l’esigenza di un “ritorno alle origini”.

“Vicè” è l’unico brano inedito del disco, a cui ha collaborato anche Fabrizio Bosso. Si tratta di una ballad scritta quasi di getto qualche anno fa e dedicata ad una persona molto importante per l’artista. È la canzone da cui è nata l’idea di fare un disco tutto in siciliano.

Come nasce il brano Vicè?

Vicè è nato qualche anno fa, quasi di getto voce e chitarra e in siciliano. Ne sono rimasta io stessa colpita perché non ho mai scritto in dialetto, di solito in italiano o inglese, anche portoghese, ma mai in dialetto siciliano. Questa volta invece è successo ed è stato anche tutto molto “semplice”. È nato dopo una profonda riflessione sull’importanza di dimostrare amore a chi si ama, possibilmente di farlo al tempo giusto, e sulla bellezza della possibilità di portare con se questo sentimento nonostante tutto. Il brano infatti nasce dal profondo sentimento
di affetto per mio zio Vincenzo, il titolo è l’abbreviazione del suo nome. Il suo ricordo ha fatto
crescere in me il desiderio di continuare a dialogare con lui. È nata così una ballad, un modo per dirgli “grazie Zio” per i valori che mi ha insegnato, e il desiderio di restituire l’amore che mi aveva donato quando era in vita. Sono contenta di averlo fatto attraverso la musica, per me la forma più alta e autentica.

Vuoi parlarci della collaborazione con Fabrizio Bosso?

Fabrizio lo seguo da anni ovviamente, ho avuto modo di ascoltarlo più volte in concerto. Ma ci siamo conosciuti più da “vicino” giocando insieme a calcetto qualche anno fa, era una Pasquetta a casa di Gegè Telesforo. In quell’occasione tutti gli invitati (come succede di solito fra musicisti) a turno abbiamo anche suonato qualche brano. Lui mi ha ascoltato e ricordo che fece una battuta ironica del tipo: “ Brava a calcetto e pure brava cantate! ”

Io ovviamente ho tenuto a mente quella frase. Così qualche tempo dopo, quando ho deciso di registrare il disco, ho pensato subito a lui e gli proposi di registrare su “I pirati a Palermu” e “Vicè”. Lui accolse l’invito, io incredula ma stracontenta soprattutto per Vicè, perché mi disse che il brano mio gli piaceva molto. Quando poi è arrivato in studio, non ci credevo ancora. Solo dopo aver registrato sul mio brano, devo dire che ho realizzato davvero cosa stesse accadendo e mi sono emozionata, perché “Vicè” era ancora più bello e Fabrizio quasi senza troppe spiegazione, come solo i grandi sanno fare, ne aveva colto tutta l’essenza. In quel momento vedevo concretizzare un mio grande desiderio, lui stava registrando delle note meravigliose, un assolo di grande bellezza e io ero vicino ad un gigante che mi stava dando completa fiducia. 

Quanto è stata e ancora è importante la Sicilia per la tua crescita musicale?

Come ogni siciliano/a e isolana che si rispetti, il legame con la mia terra è molto forte. Credo che proprio con questo disco io lo abbia palesato e a gran voce. Il disco infatti è una dedica alla mia Sicilia a cui ne faccio dono e alle mie radici, la mia famiglia, gli affetti cari che mi hanno reso la donna di oggi. Musicalmente parlando credo che la Sicilia abbia influito con il suo ricco bagaglio culturale al quale ho voluto avvicinarmi e conoscere più a fondo proprio grazie a questo lavoro discografico. Non credo che continuerò su questa strada, ripeto che questo è un lavoro ben circoscritto e appunto una dedica alle mie radici e un voler ringraziare restituire amore a chi mi ha sostenuto finora e dimostrato fortemente fiducia e affetto. Quello che è sicuro, data anche l’entusiasmo dei musicisti che hanno accettato e contribuito con entusiasmo a questo album, è che ancora una volta la Sicilia mi ha dato molto e sì, ancora una volta mi ha accompagnato nella mia crescita musicale. Mi ha dato l’opportunità di registrare insieme a nomi noti del panorama jazz italiano, prima ancora amici, e artisti di grande sensibilità artistica. Da ognuno di loro ho cercato di apprendere qualcosa e di ascoltare i loro consigli, come quelli preziosi di Nicola Stilo, che terrò cari e a mente. Sono grata ad ognuno di questi artisti e ancora una volta alla mia Sicilia che mi ha dato l’occasione di registrare questo disco e di realizzarlo insieme a dei grandi musicisti.

Stai scrivendo altri brani? Vuoi darci qualche anticipazione?

Si, ho in cantiere brani nuovi, alcuni da qualche anno, altri più recenti. Cerco di scrivere con abbastanza frequenza e di trovare nuovi ascolti, nuovi stimoli. L’anticipazione che posso dare è l’idea di un prossimo album di inediti a cui sto lavorando da qualche tempo. Il processo creativo è ancora in pieno fermento. Vorrei però prima dare luce e spazio a quest’ultimo lavoro discografico a cui tengo molto e per il quale ho lavorato tanto. Nel frattempo volgo lo sguardo per il prossimo progetto discografico, non ci si ferma mai.

Dove ti vedremo nei prossimi mesi?

C’è una data sicura il 23 gennaio 2022 al Boogie Club di Roma dove sarò in quartetto. Stiamo lavorando ad una possibile data all’Auditorium Parco della Muscia di Roma e ad altre belle novità in arrivo con il nuovo anno. Non posso dare al momento molte anticipazioni, però vi terrò sicuramente informati attraverso i miei canali social instagram e facebook. Quindi rimanete sintonizzati!