Lo sai che c’è? Se non lo sai, te lo dicono gli AIDA

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Aida, e subito ti viene in mente Rino Gaetano, gli adagi verdiani, l’amica brasiliana di cui ti sei innamorato quando eri in quinta elementare e, da oggi, ti verranno in mente anche le cavalcate a metà tra dream-pop e rock’n’roll della giovanissima band fiorentina che oggi, per la prima volta, giunge alle nostre orecchie e lo fa cavalcando distorsori e una certa sanissima fotta nel dire le cose come stanno, senza troppi rigiri.

Sì, perché di loro non avevamo ancora sentito parlare prima di imbatterci in “Lo sai che c’è”, brano che ci ha permesso di rispulciare e riprendere possesso della discografia (esigua, ma densa) di un progetto da seguire con attenzione: sono giovanissimi, a quanto pare mamma Spotify li ha già notati con “Papaveri” (il singolo precedente) e ora, sotto la guida di Rizoma (neonata realtà manageriale che sta facendo cose interessanti, che seguiremo presto da vicino) e di Maestro Pellegrini alla produzione impilano un nuovo tassello dal retrogusto seventies ma, allo stesso tempo, ben calato nell’atmosfera mainstream della scena nazionale.

“Lo sai che c’è”, infatti, fotografa perfettamente il saliscendi di una storia d’amore che parte e resta ferma, che brucia e consuma fino a lasciare cenere, e voglia di rinascita: la scrittura rotola con efficacia, e si scava il proprio spazio d’interesse tra le vie del pop offrendo un’alternativa valida, validissima ai soliti sciacquoni itpop del venerdì. Mica male, anzi: noi, di certo, cercheremo di non perderli più di vista.