Lion’s Eyes, l’esordio di Acsel e la Reggae Rebel Band

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Scritto da Rosziye
Revisione di Angela

Dal variopinto arcobaleno nel panorama reggae italiano, compare Acsel accompagnato dalla Reggae Rebel Band.
Le movenze del loro prodotto musicale sono vertiginose; si riesce a stare In Equilibrio, grazie anche all’ aiuto di Dabadub, sulla fune della vita, per una corsa ad ostacoli, dove i passi da fare sono diversi.
Il primo per questo artista, è la realizzazione di un album di livello internazionale con testi sia in italiano che in inglese.

Proseguendo la lettura di In Equilibrio, scopriamo una traccia in cui gli spunti per non demoralizzarsi sono diversi; anche se la vita è come una corsa ad ostacoli colma di spine, per ognuno il modo di trovare il vero equilibrio, per evitare di cadere, risiede nel cuore.
La lotta per stare in piedi sembra essere combattuta tra colpi di ascolto dei battiti e la scelta consapevole del sole rispetto al buio.
Una dolce ironia è compresa tra le note: l’obbiettivo finale della traccia, ma soprattutto del disco, è di giocare con le parole, per leggere il copione della vita da molteplici prospettive.
Per questo Acsel ha realizzato una serie di canzoni che seguono un filo logico preciso ed esprimono chiaramente ciò che l’artista sente, senza limitazioni né finzione.
Per fare in modo che l’idea del possibile si realizzi, nasce Basta che sia.
In questo brano viene descritto molto chiaramente il concetto secondo cui quando esiste il volere di realizzare un qualsiasi obbiettivo, l’unica via possibile è contare esclusivamente sulle proprie forze nonostante la salita.
Questo permette di ottenere la soddisfazione di avere realizzato ambiziosi risultati vicini alla perfezione.
Per trovare la giusta forza per andare avanti, basta che sia tutto rinchiuso in un battito, il quale viene rimarcato in modo convincente dal motivo musicale, a sua volta costellato da piacevoli assoli di chitarra.

For People è prodotta interamente in inglese; l’alternare testi inediti in inglese alle parole in italiano rivela il forte legame che Acsel ha con la sua terra
Il pezzo è impreziosito dalla collaborazione con Lightsoljah che lo accende ed aggiunge altro fuoco ad un album che fino a qui già fa scintille
More Fire è metafora della roots reggae: per combattere le cospirazioni serve più fuoco, con la forza della spiritualità risulta possibile trarre sollievo dalla fatica quotidiana.
A contrastare ogni dubbio si erge la forza interiore che diventa luogo in cui rifugiarsi. Le risposte sono radicate nel nostro spirito, basta solo cercarle.
Lo stesso tema ritorna in Paradise, brano squisitamente poetico, cantato in inglese.
Gli assoli di chitarra vanno ad arricchire la canzone conferendo ad essa una venatura che, possiamo davvero affermare, strizza l’occhio al rock.
Urban Jungle feat. Massaman, è metafora dell’istinto di conservazione, la vita come giungla: Acsel analizza le relazioni tra animali rapportandole all’essere umano. Tutti combattiamo per difenderci dal più forte e per difendere, a nostra volta, chi amiamo.
La struttura semantica è sostenuta da un forte intreccio di similitudini dove la visione dell’artista sul mondo appare ancora una volta completa.
Il suono ragga, con le sue sfumature ruggamuffin, arricchisce il quadro.

She sembra essere l’unica canzone romantica. I sorrisi di lei sono presenti nei sogni di lui e nel suo cuore. Lei è passione, lei è desiderata, lei è anche ossessione e rimane ancora nella storia dei suoi giorni. I ritmi sono cadenzati dagli accenti di fiati per una melodia da danzare anche in solitudine.   

Ed arriviamo ad un ulteriore featuring con Fearless che vede la collaborazione con gli Anima Caribe.
La band vicentina proviene da una realtà diversa e diventa quindi l’appoggio perfetto per mescolare esperienze e realizzare una traccia perfetta.

Per concludere questo esordio, vi sono Uomini e Freedom Music, due pezzi in stretta sintonia con il resto dell’album.
Nel primo caso Acsel trova il giusto spazio per definire come la distinzione in razze sia una superficiale classificazione nella maggioranza dei casi poco utile.
La storia raccontata diventa dolce melodia con ritornello squillante di fiati, come accade solitamente nello ska.
Freedom Music, invece, appare come innalzamento dei valori, per captare il massimo da una musica libera come il reggae, piena di suoni caldi ed avvolgenti.
Le sue melodie sono create per la gente, per sconfiggere pregiudizi ed ipocrisie, per proclamare una libertà spesso colma di sofferenze e non priva di difficoltà.

Ma se la vita in Babylonia risulta piena di ostacoli, il ritmo per riuscire a sopravvivere potrebbe arrivare da Lion’s Eyes, così vivace e colorato, un prodotto dalla molteplici sfumature impreziosito dalla narrazione di storie da danzare anche stando fermi, da canticchiare in silenzio.

 

 

 

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