L’intervista a Riki Cellini: “La musica pop sta bene!” 

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Canzonissima il singolo per l’estate di Riki Cellini, è un sussidiario di emozioni musicali sul quale scarabocchiare il nome della più bella della classe, o quello del ragazzino che piaceva a tutte. È la gioia e l’entusiasmo di scrivere il proprio nome sull’ultima schermata del videogioco al bar, quella con l’elenco dei record. È rispondere in coro col verso di una canzone, confonderne la strofa o accelerarne l’esecuzione per arrivare entusiasti al ritornello. L’artista, con la complicità e le intuizioni da antologia negli arrangiamenti di Valerio Baggio, costruisce a suo modo uno zibaldone di pensieri, non solo prendendoli in prestito dai titoli delle canzoni di Lucio Dalla, Renato Zero, Raffaella Carrà, Marcella Bella, i Matia Bazar ed altri ancora, ma facendoli diventare il racconto di un immaginario creativo sopra il quale non ha mai smesso di ruotare una scintillante disco ball.

Canzonissima: c’è un verso che è rimasto fuori da questo caleidoscopio musicale?

Si, più di uno. In realtà il testo aveva anche una quarta strofa, eliminata poi in fase di produzione, che citava “Polisex” di Ivan Cattaneo, “Fragole infinite” di Alberto Fortis, “Amore disperato” di Nada e “La musica che gira intorno” di Ivano Fossati. Un bel poker!

Di quale artista sei fan?

Ovviamente di tutti gli artisti della mia “Canzonissima”!

Non sei di primo pelo (ti citiamo) …ci fai un breve identikit del Riki artista?

Controcorrente, appassionato, indipendente! Il mio migliore identikit si chiama “Niente di nuovo”, un vinile pubblicato lo scorso anno che fotografa 30 anni di musica. Un titolo volutamente fuorviante e provocatorio perché include le polaroid che amo di più delle mie canzoni già edite, ma anche inediti e duetti con gli amici di sempre. A pensarci bene quel titolo ha fatto, in qualche modo, da apri-pista a “Canzonissima”. “Niente di nuovo stasera” infatti era un varietà televisivo RAI dei primi anni 80, condotto da Raimondo Vianello e Sandra Mondaini.

Qual è secondo te lo stato di salute della musica pop in questo momento storico?

Se l’omologazione è sintomo di buona salute allora sì, la musica pop sta bene!

Perché proviamo ancora così tanta fascinazione per il mondo e gli anni della Canzonissima televisiva?

Perché era una televisione vera, sincera. Rispecchiava il sentire degli italiani e un’Italia che non c’è più, romantica e spensierata, capace di emozionarsi con le piccole cose, di guardarsi negli occhi, di scrivere una lettera d’amore. Un periodo storico che univa invece di dividere.

L’estate artistica di Riki Cellini?

Sto preparando con i miei musicisti il concerto di “Canzonissima” che sarà prima di tutto una grande festa. Lustrini, paillettes, disco ball e ospiti d’onore non mancheranno. Finite le prove, via al mare con Yoko, la mia border collie …perché è estate anche per lei.