L’imprevedibilità al potere in Federico Cacciatori

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Abbiamo scoperto ormai diversi mesi fa la musica di Federico: artista poliedrico, a tratti quasi “folle” per la velocità con la quale passa da una soluzione musicale all’altra alla ricerca di una libertà espressiva che, oggi, pare aver trovato in “Il riflesso che dominerò”; non esattamente, per chi se lo stesse chiedendo, un classico brano di Federico, tutt’altro.

Sì, perché l’ultimo appuntamento con Cacciatori era stato una manciata di mesi fa, quando il compositore aveva tirato fuori dal cilindro un brano che, già allora, aveva sparigliato le carte: “Mondo Virtuale” era uno step diverso rispetto ai precedenti “Punti Fermi” e “Veste di colori”, più improntato ad una sonorità dance che, fino a quel momento, era stata per Cacciatori quanto meno inedita. Ecco perché oggi, in realtà, non ci stupiamo poi così tanto nel trovarci di fronte ad un brano che, ad ogni modo, rappresenta un nuovo punto di partenza: ciò che salta subito all’orecchio, infatti, è che la canzone è “cantata”, per la prima prima volta nella discografia di Federico Cacciatori.

E la penna, tra l’altro, non è affatto male: l’amore è la tematica principale, pur nelle sue sfumature spesso tormentate e dolorose; nel riflesso che si para davanti a Federico, l’ascoltatore ritrova le gradazioni di un’artisticità complessa, a più livelli, pronta a prendere direzioni difficili da prevedere: dopotutto, è lo stesso testo che sembra dire all’ascoltatore che non esiste “successo” senza rischio, senza timore di farsi male, in amore come nell’arte.

Non ci convince, ad essere esaustivi, forse il taglio delle voci, che finiscono con l’apparire non troppo inserite in un’atmosfera che, comunque, si conferma suggestiva per la scelta di un linguaggio musicale che per quanto ricordi il pop tradizionale riesce ugualmente a portare il suo buon livello di personalità: di certo, seguiranno sviluppi che, al momento, paiono imminenti più di quanto possa sembrare. E chissà quale sarà il nuovo riflesso di Federico Cacciatori