Legru: la band ci racconta il singolo “Hanno riaperto le discoteche”

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“Hanno riaperto le discoteche” dei Legru è un brano che parla di due sentimenti: l’inadeguatezza, che spinge a evitare la socialità e il divertimento, e l’amore, una luce accesa nella notte, rassicurante e sempre presente nonostante “un mare di guai”. Musicalmente è una canzone con influenze dance che mantiene una sua anima indie, sia nel testo che nella scelta delle sonorità. 

Grazie per essere qui con noi. Iniziamo dal vostro singolo “Hanno Riaperto Le Discoteche.” Potete raccontarci come è nato questo brano?

E’ stato scritto dopo l’ultima fase di lockdown dovuto alla crisi pandemica. Se inizialmente voleva essere uno sfogo atto a esorcizzare tutta la frustrazione e le difficoltà relative al precedente periodo, si è in seguito caricato di altri significati e tematiche, come l’inadeguatezza e la noia. Senza dimenticare l’amore.

Avete menzionato le influenze indie e dance nella vostra musica. Ci sono artisti specifici che vi hanno ispirato per questo singolo?

In effetti durante la stesura di un brano viene quasi automatico pensare a quali possano essere le somiglianze con altre canzoni, o agli artisti di riferimento. Diversamente, “Hanno Riaperto Le Discoteche” è stata partorita talmente di getto che nemmeno abbiamo fatto delle riflessioni in merito. Difficile fare dei paragoni ragionando in base al repertorio musicale che noi tre siamo abituati a fruire quotidianamente, anche considerando le produzioni artistiche dell’attuale panorama musicale nostrano. In linea di principio, questo vale per quasi tutti i nostri pezzi. Chiaramente si tratta di un personale punto di vista.

La canzone ha un forte impatto emotivo ma mantiene un ritmo danzabile. Come avete bilanciato questi due aspetti?

Come detto in precedenza, il singolo nasce come sfogo dopo mesi di “immobilismo”; di conseguenza è stato naturale abbinare uno strumentale dinamico e “danzereccio” a un testo sentimentalmente intenso.

Ogni band ha la sua dinamica. Come gestite i disaccordi creativi?

Cercando di agire sempre per il bene del brano, mettendo le nostre competenze al servizio dell’opera. Il pezzo viene sempre prima a tutto.

Quali sono le vostre aspettative per il futuro?

Vogliamo ricavarci uno spazio, cercando di esibirci il più possibile per esprimere la nostra musica. Ne sentiamo il bisogno.