LE DONNE DI MAGLIANO… 20 DONNE CHE CANTANO LE DONNE

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LE DONNE DI MAGLIANO
Presentano
DONNE CHE CANTANO LE DONNE
Believe
Dopo cinque anni dal loro debutto, le Donne di Magliano escono oggi con il primo lavoro discografico; una galleria di ritratti femminili presi a prestito dalla musica popolare della tradizione toscana (la madre di famiglia, la “padroncina”, la “ragazza da marito”, la “strega” …); fra storia e leggenda vi si raccontano anche le vicende di alcune straordinarie donne di Maremma: Pia de’ Tolomei, la Bella Marsilia, la partigiana Norma Parenti ed infine Brunetta Scotti, prima donna medico condotto in Italia. Tra i guest alcuni artisti che hanno già condiviso il palco con “Le donne”: David Riondino, l’autorevole voce popolare di Maurizio Geri; l’inconfondibile organetto di RIccardo Tesi ed una Pamela Villoresi inedita e sorprendente.

Come definiresti con quattro aggettivi la tua/vostra musica?
Popolare, cantautoriale, mediterranea, solare.

Come si intitola la tua/vostra ultima fatica discografica e come è stato il percorso di produzione della stessa?
Si intitola “Donne che cantano le Donne”, è il primo CD delle Donne di Magliano (l’ottavo per me) ed è stata una fatica di Ercole. Il cd è stato registrato in una antica fattoria maremmana, La Capitana, da Luca Giannerini (sound engineer di Gino Paoli) con la tecnologia di alta definizione DXD ed è stato un lavoro molto impegnativo e lungo, ma sono assai soddisfatta del risultato sia per la qualità del suono che per tutti gli altri aspetti della produzione, a partire dagli arrangiamenti e dall’esecuzione ed interpretazione delle singole tracce (18 tracks per un’ora di musica). Fra l’altro abbiamo avuto il piacere di ospitare musicisti (Riccardo Tesi e Maurizio Geri) e attori (Pamela Villoresi e David Riondino) che ci hanno voluto così dimostrare in modo molto concreto la loro amicizia e che arricchiscono notevolmente il nostro progetto.

Se ti chiedessi quanta gente “mi porti” ad un tuo concerto, come reagiresti?
Aldilà del fatto che, come è ovvio, non spetta al musicista portarsi dietro il pubblico – qualunque sia il contesto in cui si esibisce, dal piccolo locale al megaconcerto – mi lascerebbe abbastanza indifferente: se me lo chiedessi significherebbe che non mi conosci e quindi saresti un interlocutore inutile, poco informato e competente.

Quanto sono importanti i social per la tua/vostra musica?
I social sono importanti per tutto, questo è un dato di fatto di cui non possiamo che prendere atto… e regolarci di conseguenza. Le Donne di Magliano, che stanno per compiere il sesto anno di vita musicale, hanno potuto realizzare questo primo CD grazie ad un crowdfunding organizzato in rete su Musicraiser e quindi i social, in particolare Facebook, sono stati di grande aiuto.
Ma certamente il social funziona a condizione che ci sia un background credibile: tutto il lavoro fatto in cinque anni di prove, concerti, collaborazioni con musicisti ed attori di grande spessore (Ginevra di Marco, David Riondino, Pamela Villoresi, Riccardo Tesi e Maurizio Geri, Ambrogio Sparagna…), partecipazione a festival ed eventi, tutto questo ha fatto crescere costantemente il numero dei nostri estimatori ed amici, che ci hanno poi sostenuto in rete nel nostro progetto.

A quanti concerti di musica di altri artisti indie sei stato negli ultimi sei mesi e cosa ne pensi dell’underground indipendente?
Vado quasi esclusivamente ad ascoltare musicisti e gruppi indipendenti, non tanto spesso quanto vorrei, purtroppo, per banali ragioni di tempo. Come direttrice artistica del festival di root music Vox Mundi Festival le mie scelte anche in ambito internazionale ricadono spesso su gruppi indipendenti, ovviamente con un peso specifico importante.