L’altra faccia della luna di Elia Truschelli

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Fuori dal 20 settembre “Un’altra luna”, il nuovo singolo di Elia Truschelli. Una ballad pop delicata dal sapore di fine estate che racconta l’amore nelle sue prime fasi. Il brano è arricchito dalla presenza di Chiara Bolognani, seconda voce e coautrice della canzone.

Ciao Elia, come è nato il tuo nuovo brano e la collaborazione con Chiara?

Ciao a tutti e piacere di conoscervi!

Il brano è nato dall’esigenza di raccontare una storia d’amore proprio agli inizi sotto due punti di vista differenti. Per farlo avevo bisogno di un tocco femminile e Chiara, che è una cantautrice bravissima e talentosa, ha saputo esprimere al meglio quest’idea.

Come nascono in generale i tuoi brani: prima il sound o il testo?

Nascono principalmente dal testo, rare volte il contrario.

Preferisco siano le parole ad avere un vestito con la musica, a seconda di quello che dico riesco a capire che musica è più adatta per quelle parole.

Ci sono stati momenti in cui la tua creatività non era al top, come li hai superati?

Sono costantemente alle prese con questa difficoltà ma ho imparato a conviverci.

D’altronde non possiamo essere immersi completamente nell’arte, e se anche lo fossimo ci sarebbero comunque altre energie da spendere e tanti stress quotidiani.

Questo sicuramente influisce sulla libertà mentale giusta per essere creativi e allunga i tempi prefissati, ma è anche vero che se si hanno le idee, prima o poi si riescono ad elaborare nel giusto modo.

Quali sono le più grandi difficoltà per un artista?

Farsi conoscere è la prima difficoltà, o si fanno talent oppure le opportunità non ci sono.

Quasi sempre ci si auto produce e quindi è tutto più difficile riuscire a fare tutto quello che si vorrebbe, soprattutto nel periodo instabile in cui stiamo vivendo.

La seconda cosa è che in Italia in modo particolare, non esiste una collocazione nella musica, e non esiste un pubblico di conseguenza. O fai qualcosa che rispecchi i canoni che seguono la moda o sei fuori. Questa cosa mi infastidisce molto, soprattutto a chi dice che la mia musica è vecchia o comunque troppo tradizionale.

Di sicuro per me l’importante è mantenere una certa coerenza e lo farò sempre, sono cresciuto tra le braccia della musica folk e country americana, quindi il mio sound non sarà di certo quello che si ascolta in radio in Italia al giorno d’oggi.

Perché il titolo “Un’altra luna”?

Una sera fuori casa mi sono ritrovato a guardare il lago e i riflessi sull’acqua della luna piena e mi sono perso nei pensieri. Tra questi c’era appunto il tempo che scorre, sempre puntuale, come le fasi lunari, e ho pensato a questa storia statica, senza evoluzioni per le insicurezze di lui, mentre lei decisa nel suo sentimento e forse pronta ad aspettare.

Prossimi progetti?

Il prossimo anno uscirà il mio album, ci saranno canzoni nuove e i singoli già pubblicati.

Saranno brani che non si scosteranno molto da mio stile, ma avranno sicuramente qualche collaborazione in più.