L’album omonimo di Feel Spector

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L’album omonimo di Feel Spector contiene 8 canzoni (9 se conti la traccia introduttiva lunga 32 secondi chiamata “Nine Degrees”) ed è un’esperienza piuttosto interessante.

La prima cosa che viene in mente quando lo si ascolta è il suono in stile vintage che cattura perfettamente lo spirito dell’era degli anni ’60, ma mantiene la qualità di oggi. Chitarre grezze, batteria “secca” e voci leggermente distorte creano un mix ben fatto esplosivo, tutto sembra perfetto.

La band prende il nome da Phil Spector, il produttore musicale e musicista, uno dei creatori chiave del suono caratteristico degli anni ’60.

La mia traccia preferita di questo album sarebbe “I’m Goin ‘Home”, soprattutto a causa del riff di chitarra iniziale e di un’intro di costruzione in generale.

La traccia più rilassante sarebbe “Bodhi Waves”, che ti calmerà dopo un “Have You Ever Seen the Light” molto più intenso ed energico.

L’album si conclude con un “We’ll Let You Know” melodico e psichedelico. Questa canzone quasi interamente strumentale ti offre un suono unico, un po’ inquietante con un assolo di chitarra dolce e silenzioso in cima. Questa canzone ti lascia con uno stato d’animo malinconico ed un vuoto che potrebbe essere perfettamente compensato ascoltando “I’m Goin ‘Home” che chiuderà il cerchio e ti farà ascoltare l’intero album ancora, e ancora, e ancora …

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