Labradors, eterni adolescenti ma senza paura di crescere

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Dopo tre anni di silenzio, i Labradors tornano alla grande con il singolo “Anger Management Plan n° 327”, prima, e il nuovissimo “The Adolescent”, disponibile da pochi giorni. Un ritorno con un botto così fragoroso da portarli in ben tre playlist global Spotify, oltre che nella nostrana Rock Italia. E così i tre milanesi si trovano fianco a fianco con band del calibro di IDLES, Simple Plan e Jimmy Eat World. Per dire. E noi non potevamo che scambiarci quattro chiacchiere.

Benvenuti sulle nostre pagine ragazzi! Partiamo da qui: “The Adolescent è nata osservando una teenager riprendere interamente un concerto di Achille Lauro con il telefono. Uno di quei momenti “che cosa ci faccio qua?”. Quindi: che cosa ci facevate là?
Ciao! Grazie per ospitarci! Allora, in quel periodo ero in fissa con Achille Lauro e in particolare l’album “Ragazzi Madre”, uno dei dischi italiani più belli di sempre. Volevo quindi vedermelo dal vivo ma, almeno in quella circostanza, rimasi abbastanza deluso. Mi ritrovai in una trincea a metà tra un’orda di quindicenni forse al primo concerto e i genitori che li avevano accompagnati, il tutto mentre Lauro eseguiva “Thoiry (remix)” per 4 volte (il concerto durò un’ora scarsa). L’idea di “The Adolescent” nacque in quella situazione.
La giovinezza è da sempre un tema che trova grande spazio in ambito artistico. Poeti, registi, musicisti hanno sempre parlato di quell’età d’oro che passa sempre veloce e che si vorrebbe cristallizzare nell’infinito. Per voi cosa rappresenta? E soprattutto: vi sentite ancora dei ragazzi?
Effettivamente il tema torna spesso nei nostri pezzi, già nel primo album “Growing Back” veniva fuori. Per noi l’adolescenza è un concetto ambivalente: da una parte l’incubo della crescita imminente, del liceo, dei brufoli e dell’insicurezza; dall’altra un Eldorado musicale verso cui torniamo spesso. Quello che facciamo musicalmente è riproporre le cose che più ci hanno colpito quando avevamo 17 anni, nella fattispecie Weezer, Lemonheads, Teenage Fanclub eccetera.
Passiamo alle sonorità del brano. Tutto ruota attorno a un giro di basso ipnotico, che cattura immediatamente l’ascoltatore. Chi di voi ha dato “il là” alla composizione?
Il pezzo nasce dal beat di batteria. In quel periodo stavo ascoltando un casino Joey Bada$$, che ha sempre delle ritmiche boom bap esplosive. Poi ci abbiamo lavorato su un bel po’ e Fabri ci ha spalmato quel giro di basso che ti incolla!
Che poi il brano è anche una sorta di mosca bianca rispetto alle vostre precedenti produzioni. Voglia di sperimentare? 
Il principale motivo di vanto per quanto riguarda “The Adolescent” è che siamo riusciti a tenere al minimo la chitarra, al contrario di quasi tutti gli altri nostri pezzi. Non abbiamo voluto smarmellare e siamo molto soddisfatti dal risultato!

C’è molta cura nella produzione. Avete registrato in EDAC studio con Lasala e Fognini. Ci raccontate come sono stati quei giorni e in che modo il loro lavoro ha contribuito al risultato finale?
Il loro apporto e contributo è stato determinante, con loro abbiamo ragionato a lungo per capire come potevamo ottenere quello che avevamo in testa. I giorni in EDAC sono sempre magici e anche questa volta non ci siamo posti limiti creativi, pochi in Italia lavorano con questo approccio libero da schemi.
Ci hanno sussurrato all’orecchio che c’è un disco pronto per vedere la luce. Senza rovinarvi i piani e senza spoilerare troppo, cosa potete anticiparci di questo lavoro?
A brevissimo saprete tutto! Giuro!