La Tempesta Gentile: la band ci racconta “Esplorazione”

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“Esplorazione” rappresenta per La Tempesta Gentile il lato più immediato della loro musica. Con audacia, la band abbraccia la ruvidezza del grunge, creando un suono potente e autentico che cattura l’attenzione dell’ascoltatore sin dalle prime note. L’approccio diretto e incisivo del brano riflette il coraggio necessario per affrontare l’ignoto, proprio come ci si imbarca in un viaggio verso luoghi completamente sconosciuti. 

“Esplorazione” rappresenta il vostro primo singolo estratto dall’album di debutto “LTG”. Come descrivereste il brano e in che modo riflette il vostro stile musicale?

Esplorazione è sicuramente uno dei brani più significativi per spiegare la nostra idea di suono, e quindi una parte essenziale del progetto.

Al suo interno si possono trovare un po’ tutte le anime della band, soprattutto c’è una sorta di botta e risposta fra strofa e ritornello, dove da una parte emerge il nostro lato più duro e cinetico, e dall’altra parte si entra in un momento di sospensione, dove la ritmica scompare e i suoni si fanno più dilatati ed eterei

 È  fra queste due diverse facce, una più minacciosa, l’altra più riflessiva e rassicurante, che andiamo a giocare la nostra partita, simboleggiando i diversi stati d’animo che si possono provare durante un difficile viaggio verso l’ignoto, alla ricerca di un cambiamento importante.

Potete condividere qualche dettaglio sul processo creativo dietro il nuovo singolo?

Il processo creativo dietro ad Esplorazione è più o meno lo stesso di tutti i nostri pezzi, ovvero da un’idea di partenza sviluppiamo la parte musicale direttamente in sala prove, e io lavoro di seguito ai testi.

La musica per me deve sempre venire per prima e il testo ne deve essere influenzato direttamente. È il mio modo di scrivere, non sono mai riuscito a fare l’opposto.

La vostra scelta di chiamarvi La Tempesta Gentile è intrigante. Come il brano “Esplorazione” si collega al vostro nome e quale significato volete trasmettere attraverso questa tempesta gentile?

Esplorazione come detto contiene al suo interno le due anime della band, a tratti contrapposte, a tratti mescolate fra di loro.

Il giocare con suoni ruvidi e “sporchi”, ma allo stesso tempo profondi e dilatati, per me rende l’idea di un approccio “fisico”, anche dirompente, ma sempre senza dar l’impressione di “aggredire” l’ascoltatore fino in fondo.

Anche le parti vocali sono conseguenza di questa scelta stilistica, nonostante il wall of sound potrebbe suggerire l’opposto. Non urlo mai, le voci sono tenute deliberatamente dentro al mix, voglio che si senta sempre un minimo di distanza.

C’è sempre profondità, respiro, a tutti gli effetti è una “tempesta gentile” che non ti imprigiona in un vortice ma ti porta in viaggio.

Per tutti questi motivi il nostro nome è venuto fuori in modo del tutto naturale, è stata forse l’unica volta nella mia vita dove il nome della band è arrivato in modo (quasi) facile.

Il videoclip di “Esplorazione” è ambientato all’interno del Vox Recording Studio, il luogo dove avete registrato e mixato l’intero album “LTG”. Come avete ideato il concept del video e qual è il significato dietro le immagini evocative e lo stile psichedelico?

Il concept del video è stato semplice da individuare, in un certo senso quasi “obbligato”.

Essendo il nostro primo singolo in assoluto, per noi prima di tutto era importante presentarci e mettere in evidenza quella che forse è la nostra caratteristica peculiare: la formula a duo.

Esplorazione si prestava perfettamente ad un videoclip di questo tipo, ha un impatto sonoro notevole ed era importante mostrare che è tutto creato esclusivamente da noi due, con un basso e una batteria. Non c’era quindi niente di meglio di far filmare una sessione di prove all’interno della nostra centrale operativa, il Vox Recording Studio.

Lo stile psichedelico fa parte del nostro DNA, abbiamo cercato di ottenerlo con più layer sovrapposti di immagini, allo stesso modo con cui dalla pedalboard lancio loop e strati di riverberi.

Come detto il tema del viaggio è centrale in Esplorazione, così come la mia passione per l’astronomia, che esce qua e là in tanti episodi del disco. L’associazione con le immagini spaziali è stata quindi del tutto naturale.

Cosa possiamo aspettarci dall’album di debutto “LTG”?

Passione, entusiasmo, sincerità.

Una nostra via per proporre quello che ci piace di più, una strada diversa per reinterpretare a modo nostro lo shoegaze.

Speriamo di riuscire a trasmettere tutto questo.