La scoperta di Beca fa esplodere l’aurora

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Tra i singoli della settimana, a volte capita di riuscire ad aggrapparsi a qualcosa capace di salvarci dalla monotonia del weekend, tenendoci a galla sul mare di “nulla cosmico” che la discografia contemporanea finisce col rifilarci attraverso brani opachi e plastificati, privi della forza necessaria per durare più di qualche minuto nella nostra memoria e nel nostro cuore; ecco perché, quando ti imbatti in qualcosa come Beca, un po’ finisci col sentirti rinfrancato.

Niente di avanguardista o sperimentale: il cantautore viareggino si muove comunque nell’alveo del pop, ma lo fa con una spinta diversa rispetto a tanti colleghi e – avendo ascoltato tutta la sua fin qui esigua discografia – anche rispetto a sé stesso, e al suo recente passato: “Aurora”, il suo nuovo singolo per La Rue Music Records, è un lento romantico e d’altri tempi, che sembra consegnarsi alla Storia di questo aprile saturato di proposte come una cartolina color seppia spedita quarant’anni fa e arrivata solo oggi a destinazione, passando attraverso litri e litri di corallo (come direbbe il Vate) e arenandosi, a mo’ di bottiglia con messaggio, sui lidi pallidi della costa versiliese.

C’è una storia d’amore che si consuma alle prime luci dell’alba, sulle note di una ballata che rimanda ai nomi degli anni Sessanta nostrani, muovendosi con passo felpato su una produzione che aggiunge gradualmente elementi senza strafare, e allo stesso tempo “saturando” il tutto nel modo giusto attraverso una climax che cresce con calma ma senza posa. Il timbro si fa valere, e in queste vesti più “chansonnier” rende maggiormente, a mio parere, rispetto ai precedenti singoli pubblicati dall’artista nel corso del 2022.

Un buonissimo ritorno, che sembra preludiare ad una nuova “fase” artistica di Beca capace di alimentare le speranze di chi, come me e come noi di Onde Indiependenti, non ha smesso di credere che la bellezza possa essere ancora una via percorribile.