La rinascita di Gì, cuore sospeso tra galassie di “Inchiostro”

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Se non conoscete (e il che ci sta, visto che il suo di oggi è un vero e proprio esordio) questo è il momento giusto per approfondirne la conoscenza. Gianluca, in realtà, è tutt’altro che un esordiente: la sua gavetta se l’è fatta eccome, calcando palchi e partecipando ad esperienze importanti, fino ad arrivare alla Scuola CET di Mogol. Insomma, non proprio l’ultimo arrivato.

Ciononostante, servono poco i curriculum vitae quando ti trovi di fronte un pezzo come “Inchiostro”, brano che segna la definitiva rinascita dell’artista da solista; un lavoro particolare, che riesce a farsi carico di una tradizione che viene da lontano (impossibile non scorgere, tra le reminiscenze della scrittura di “Inchiostro”, echi di una certa canzone d’autore e di una ricerca poetica che conferma la maturità del progetto) coniugandola con le ultime declinazioni del pop contemporaneo; la produzione del brano (curata da Leo Caleo, artista e produttore di Carrara con un discreto score discografico all’attivo) porta il timbro particolare di Gianluca a trovare il giusto slancio espressivo, cucendogli addosso un vestito che non invade ma colora la struttura già di per sé autosufficiente di un brano ben scritto e ben cantato (vedete voi se è roba da poco, oggi…).

Insomma, un primo passo (si fa per dire, a questo punto) che certifica la qualità intrinseca di un progetto di cui sentiremo parlare. O almeno, così ci auguriamo.