La nuova “Fase” di Pintus, per niente “Fuori”

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Mica male l’esordio da solista di Francesco Pintus, calabrese di stanza in Veneto che ha deciso, nel suo percorso musicale, di partire dalle cose importanti (i palchi e i concerti) prima di approdare al debutto discografico.

In effetti, sin dall’incipit da “ballad” di gusto del brano – impreziosito dalla produzione di Pietro Paroletti e Fabio Grande – emerge tutta la consapevolezza di un progetto che pare avere già spalle abbastanza robuste per impattare la livella di un mercato ben deciso ad omogenizzare l’identità sue nuove proposte musicali: Pintus, al contrario, riesce a mantenere un baricentro ben preciso ed equilibrato, attraverso una scrittura delicata e sensata che ricorda tante belle cose del passato e del presente senza perdere d’ispirazione.

Nel melpot riuscito dell’alchimia di “Fuori Fase” si respira a pieni polmoni l’inizio di un percorso che sa di fresco, per quanto gravido di una Storia che Pintus non intende cancellare ma piuttosto esaltare in nuove declinazioni di sé stessa, alla ricerca, in un mondo costellato e sovraffollato di cantautori, di una Canzone d’Autore che sappia resistere alla contemporaneità senza per questo spegnersi nel più bieco e inutile nostalgismo.

Passato e futuro che si incontrano in un presente, quello di “Fuori Fase”, che fa ben sperare. Musica da incoraggiare, ascoltandola.