La giostra: un perfetto equilibrio di rock e musica d’autore

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Andrea Bartolini e Mario Assennato sono due musicisti toscani, e da circa 35 anni fanno musica: spesso hanno anche suonato nelle stesse band, come Devil’s Mojito e Killer Queen. Mario, alla fine degli anni ’80 ha militato anche nei mitici Death SS di Steve Severin. La pandemia ha dato l’oro l’input per creare qualcosa di nuovo, qualcosa che unisse il rock di ogni epoca con la musica italiana: il risultato è una nuova band, i Blue Drama. Inizialmente, ad essi si aggiunge Massimo d’Amico, batterista, che a inizio dicembre viene sostituito da Marco Casalini. Che vanta un buon curriculum jazz (Tavolazzi, Zei, Galati, Borro), rock (Trigono, Alter Ego), hard rock (Transylvania), e attualmente è anche batterista dei Nuocere (stoner rock). Il disco La giostra, che recensiamo qui, è stato registrato da Massimo d’Amico

La giostra, è uscito l’8 dicembre 2021 per Ghost Record Label. L’album esprime a perfezione l’impatto live che tre musicisti di tale calibro desiderano avere: i brani uniscono poesia e sudore, riff massicci e stati d’animo complessi, ci sono varie idee e melodie che attraverso vari approcci giungono alla forma canzone. Alcuni brani sono stati concepiti direttamente in studio di registrazione.

Osserviamo ciò che accade: La verità è il tipico pezzo di apertura concerto: la band non è ancora salita sul palco ed ecco un arrangiamento d’archi che segna l’inizio dello show. Attenzione però, non vi è nulla di trionfale, ma una melodia piacevole. Passano pochi secondi, ed ecco Quello che non sai, che si articola su riff diversi e sulla grande voce di Andrea Bartolini. In Divina antinomia c’è il synth , ma il pezzo ha davvero un’anima dura. Dopo le molteplici sfumature di Il mio mondo, In La giostra riemerge il grande prog italiano degli anni 70: il cantautorato ed il grande rock (con tutte le sue strutture) raggiungono un equilibrio perfetto, che ne fa la traccia migliore del disco. Mi sono innamorato di te, cover del celebre pezzo di Luigi Tenco, prosegue sulla stessa scia: la band omaggia il grande, tragico, cantautore mediante un pezzo che colpisce direttamente al cuore e che rivela un’ anima dura (il riff di chitarra) con un’indole sentimentale (archi e synth). Il tema del brano è ripreso dall’assolo. Lasciami andare è un pezzo che sa di anni ’80, è un po’ “da stadio” ed in un’ipotetica scaletta costituirebbe il terzo pezzo (dopo i primi due del disco). Con Asociale siamo completamente su un altro pianeta: il blues, attraverso un testo abbastanza disilluso, si unisce al Rnb, attraverso una chitarra che sembra pagare un bel tributo a Jimmy Page. Come una chimera ci spinge a riflettere su quanto l’hard rock anni ’80 sia determinante per questa band. Ma non è certo un mistero che i Van Halen li abbiano influenzati.

Nel complesso, possiamo dire che La giostra costituisce un ottimo punto di partenza per qualcosa che può svilupparsi in due modi. La band toscana potrebbe andare verso la musica d’autore oppure verso il grande rock, in quanto nell’album d’esordio l’equilibrio tra queste due realtà risulta perfetto (ricreare tale equilibrio vorrebbe dire ripetersi). Aspettiamo di approfondire questa band, e nel frattempo ascoltiamo il loro ottimo esordio.

Link Spotify: https://open.spotify.com/album/58SYpdThqYAsw1jlATgFJx