La città del sole di Teo gfo: un viaggio dalle tenebre alla luce, attraverso la musica

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A partire dal singolo Fiori, ad inizio 2022, Teo Gfo ha realizzato una vari singoli, tutti rigorosamente sulle migliori piattaforme di audio-streaming, che hanno raggiunto un buon numero di ascolti e ci hanno fatto conoscere la semplicità e libertà espressiva di questo autore, nonché la sua musica autentica, nella quale i testi hanno grande importanza. Ma questi singoli fanno parte di un’idea precisa, ovvero un concept album che racconta un viaggio di rinascita, dal sottosuolo alla città del sole. Esattamente come recita nel brano Dal sottosuolo: io che risalgo dal sottosuolo per innalzare la Città del Sole

La pubblicazione del suddetto concept album è arrivata, ed ecco allora La città del Sole, presente sulle migliori piattaforme di audio streaming.

Ma chi è, esattamente, Teo gfo? Un poeta metropolitano, che usa la trap, il cantautorato e l’indie per comunicare delle verità assolute. Inoltre, sulle copertine dei suoi singoli ci sono degli stencil tipo Banksy. Tutte le canzoni sono accomunate dal fatto di presentare testi lunghi, nonché giochi di parole, con orpelli retorici a volte interessantissimi. Ascoltate il brano Gente che corre per capire. Ma Teo Gfo è anche altro. Chitarrista sentimentale e romantico, cantautore italiano, che cerca una semplicità che rivela sorprese inaspettate, e sorprendente è, infatti, il disco. Difficile identificare un genere, le tracce sono molto diverse tra loro…elemento costante è, senza dubbio, la vita, con i suoi alti e bassi.

E’ possibile, però, identificare delle costanti comuni a vari pezzi. Potremmo osservare che esiste un’indole struggente e sentimentale, ben espressa da brani come Baby (dominata da piano e voce) e Lacrime ( chitarra e voce, con ingresso di fisarmonica nel finale). Queste due ballads sono tra le più lente, la prima ha connotati trap più evidenti. C’è , poi, un percorso marcatamente cantautorale, che non sembra mostrare pretese elevate, e si esprime nel brani il Colore Mancante, Gente che corre e Matrioska. Le tinte, a tratti, sono psichedeliche grazie soprattutto ai synth.

Personalmente, ho trovato più interessanti le canzoni “etniche”, numerose, presenti nell’album. Fiori, ad esempio, è tra cantautorato italiano e canzone francese, ma le autentiche vette stilistiche sono Apapachame, Pensami, Ognuno per le sue, Dal sottosuolo. In questi brani elementi etnici reggono testi profondi, spesso con ottimi arrangiamenti, in una musica che “parla chiaro”. Un discorso a parte meritano la progressiva e serafica La Città del sole, affidata a piano e flauto in una vera e propria visione mistica, e l’asciutta e conclusiva Ritorno all’essenza: qui, nel silenzio, viene perfettamente espressa la poetica “essenziale” dell’autore

L’arrangiamento di molti brani è opera di Marco Taurisano, il master è di Carmelo Avanzato. La tromba è suonata da Edoardo Impedovo, il sax da Olimpio Riccardi.

Il giovane Teo Gfo realizza un piccolo capolavoro, fatto di ottimi arrangiamenti e emozioni profonde. Il disco è perfettamente calibrato, ogni traccia è un mondo a parte, e ciò costituisce l’ottima cifra stilistica di quest’opera…

Link streaming su Youtube: https://www.youtube.com/watch?v=3YWiRF-eOZA&list=PL7xSPDzCSsW3dIBiE9WBgIJM1GD2FXM1N

Per ascoltare i brani separati su Spotify:
https://open.spotify.com/artist/1yIUJ3EHvFa6gxw9UnLT2j