Kiss Kiss Kiss. Pace, amore e girl power con The Cleopatras!

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Non poteva che essere pubblicato l’8 marzo “Kiss Kiss Kiss”, il nuovo singolo della rock band tutta rosa The Cleopatras. Le fiorentine, porta bandiera del garage rock nostrano, sono da oggi su Spotify e su tutti i digital store con un nuovo singolo, cover di un (non troppo) celebre brano di Yoko Ono e inno all’amore, alla pace e alla donna. Noi abbiamo scambiato una piacevole chiacchierata con la chitarrista Marta per saperne di più.

Ciao ragazze! Iniziamo con il chiedervi di presentarvi. Chi sono le Cleopatras e quando hanno capito che la musica, il rock, sarebbe stata la loro strada?

Ciao! The Cleopatras nascono nel lontano 1998, da allora si sono susseguite varie formazioni, fino all’attuale che è attiva da circa 5 anni.  Rispetto agli esordi, i cambiamenti sono stati tanti: eravamo 4 adolescenti con la voglia di uscire dalla monotonia della vita di periferia e passavamo le giornate chiuse in stanza a suonare. Poi crescendo abbiamo modificato i nostri stili di vita, allargato i nostri orizzonti e anche le sonorità della nostra musica è cambiata…non è cambiata invece la voglia di suonare! Ciò che ci accomuna e ci lega è infatti una forte amicizia ma anche un grande amore per il Rock’n’roll!

Il più recente passo di questo cammino è il singolo “Kiss Kiss Kiss”, disponibile dall’8 marzo, con il quale reinterpretate il brano originariamente scritto ed interpretato da Yoko Ono. Per chi non lo avesse ancora ascoltato, in che modo lo avete fatto vostro?

E’ un brano che abbiamo scoperto recentemente grazie al libro di Matteo Bianchi “Yoko Ono. Dichiarazioni d’amore per una donna circondata d’odio”. Ci ha subito colpite per la sua ironia e il suo tocco avanguardistico (spoiler: sul finale, Yoko simula un’orgasmo). Nel libro, si apprende che Ono aveva scritto questo brano diversi anni prima, ma non era mai stato pubblicato in quanto troppo esplicito e “strampalato” per i tempi, ma che fu Lennon a convincere sua moglie ad inciderlo nel 1980 dopo aver sentito “Rock Lobster” dei B52s: aveva capito che i tempi erano maturi per questo brano! Ad ulteriore dimostrazione di quanto, spesso, l’arte di Ono non venga capita e apprezzata. Altri elementi che ci legano a questo brano sono la sua peculiare ironia, anch’essa spesso fraintesa, e il fatto che la donna appare come essere desiderante, appagato, e non oggetto passivo di desiderio. Riportiamo le parole di Ono tratte da un’intervista a Playboy del 1980, con riferimento a Kiss Kiss Kiss: “There is the sound of a woman coming to a climax on it, and she is crying out to be held, to be touched. It will be controversial, because people still feel it’s less natural to hear the sounds of a woman’s lovemaking than, say, the sound of a Concorde, killing the atmosphere and polluting nature”.

Anche il concept del video è particolare e sappiamo che è opera della chitarrista Marta, alla quale vogliamo chiedere come è nato e quale è il suo significato.

Il video dai toni teatrali e surreali è stato realizzato puntando l’accento sulle ombre e sul ritmo della musica con l’alternanza di scene che ritraggono Yoko Ono e John Lennon, in un gioco amoroso, tra inseguimenti e proposte di amore. L’artista Giapponese è interpretata da noi  Cleopatras, mentre è il musicista Dome La Muerte a calarsi nel ruolo di John. In questo senso La Muerte è un personaggio perfetto perché oltre ad essere una icona del rock’n’roll e del punk italiano, è una persona che nella sua carriera ha sempre supportato le artiste donne, oltre ad essere un grande fan di Yoko Ono. Nel Video il musicista pisano entra in scena, rincorrendo e dichiarandosi alla sua amata. L’epilogo prevede una scena di unione tra i due artisti innamorati che vivono così il loro amore in maniera paritaria. In questo senso si vuole appunto mettere in discussione tutti i luoghi comuni sulla relazione tra John e Yoko ma più in generale il rapporto tra artista uomo e artista donna, il ruolo della moglie talentosa dell’uomo famoso.

Ultimamente è tanta l’attenzione sulle difficoltà che la sfera femminile ancora incontra. Nella discografia ma non solo, è sicuramente una tematica globale. Che punto di vista avete in merito? 

Purtroppo ancora oggi le donne sono vittime di una disparità di genere che si manifesta trasversalmente in diversi ambiti tra cui anche il mondo della musica, da sempre considerato prettamente maschile. Non è un caso che le donne vengono spesso lasciate fuori da palinsesti e palchi dando loro poca possibilità di esprimersi e di essere visibili. In questi anni di militanza “rock’n’roll” abbiamo potuto toccare con mano quanto sia difficile scardinare questo modello maschilista patriarcale ancora predominante: in molti dimostrano diffidenza verso donne musiciste…non è infatti ancora pensiero comune che una donna possa suonare e soprattutto lo possa fare bene! Inoltre quando andiamo in tour in molti si meravigliano che 4 donne possano partire e andare a suonare a giro per il mondo, lasciando lavoro, compagni e figli a casa! Speriamo quindi di poter essere di esempio per tante ragazze, soprattutto per le giovanissime!

Yoko Ono, per voi, rappresenta proprio l’archetipo della donna non capita, non apprezzata, nonostante il talento ed i meriti? Per voi è un’icona rock?

Con questa cover abbiamo voluto rendere omaggio all’arte di Yoko Ono, così sottovalutata, fraintesa e spesso presa come capro espiatorio, a causa di stereotipi misogini e razzisti. Prima che incontrasse i Beatles, Yoko Ono era già un’affermata artista concettuale, e lo stesso Lennon venne profondamente colpito dalla sua visione artistica. La loro unione fu profonda e reciprocamente benefica; reinterpretando questo brano celebriamo così l’amore, l’arte, la pace, l’equità e l’eguaglianza.

Vi salutiamo ringraziandovi per la chiacchierata e lasciandovi totale libertà in queste ultime righe: aggiungete ciò che preferite!

Ci sono un sacco di artiste femminili da riscoprire, scoprire e valorizzare. Con una mente libera dai preconcetti possiamo apprezzare tantissime cose ed arricchirci….give girls a chance!